Roma, bimbo di 9 anni picchia la maestra
ROMA. Colpita al torace con pugni cosi forti da levare il fiato. La vittima, una maestra di una scuola elementare di Roma; l'aggressore un bimbo di 9 anni con un disagio e già seguito dall'istituto. Il fatto succede durante la ricreazione: il bimbo tenta di aggredire una compagna, intervieme l'insegnante che viene però presa a pugni dall'alunno ed è costretta a farsi medicare all'ospedale. Ancora dunque episodi di bullismo da parte di ragazzi giovanissimi.
Il piccolo si calma solo con l'arrivo dell'insegnante di sostegno che al momento dell'aggressione si era allontanata, forse per seguire altri alunni. E il problema sembra essere proprio questo: la scarsità degli insegnanti di sostegno a fronte di un numero cospicuo di bimbi con problemi. Su 900 alunni del circolo didattico in questione, 50 bimbi hanno un disagio manifesto ma le insegnanti di sostegno sono solo sette. La maestra, sotto shoc, è stata sottoposta a controlli per per un dolore toracico e difficoltà respiratorie, poi è stata dimessa.
Dura presa di posizione dell'avvocato della donna che ha puntato il dito contro la scuola «che da tempo sottovalutava il problema di questo bambino violento che di certo però non ha colpa». La scuola però fa sapere che la «situazione dell'alunno è conosciuta e affrontata sistematicamente dalla scuola e dai servizi territoriali sin dalla scuola dell'infanzia» e che al momento dell'aggressione «tutti gli operatori scolastici stavano svolgendo il loro servizio».
Lecco.Uno studente di 15 anni è stato arrestato dalla Polizia di Lecco in flagranza di reato per estorsione a danno di un coetaneo. Il quindicenne è accusato in concorso con un altro studente, sempre minorenne, di aver preteso la consegna di denaro dal coetaneo. Per gli inquirenti è un soggetto «altamente pericoloso perchè già accusato di tentato omicidio e rapina». Il ragazzino minacciato, intimorito e ridotto in uno stato di ansia, aveva subito accettato di pagare per evitare le minacciate ritorsioni. A segnalare alle forze dell'ordine quanto stava accadendo, sono stati gli insegnanti, accortisi dello stato di disagio della vittima e nel frattempo venuti a sapere delle minacce e del tentativo di estorsione poi avvenuto.