Sei delitti negli ultimi 4 anni

SARTIRANA.Anche allora era un venerdi mattina, il 5 dicembre 2008. E c'era un cadavere trovato in un canale, in aperta campagna, a Sartirana. Un uomo picchiato a morte da un'altra parte, poi scaricato nel canale San Giorgio. Ma Roberto Ruffinengo, 61 anni, ex avvocato, era stato identificato in poche ore. Non ha ancora un nome invece il suo assassino. Due mesi prima, un altro omicidio tuttora misterioso: il 19 ottobre a Confienza, un colpo di fucile ha centrato in faccia Vittorio Dibois, 19 anni, nomade con base a Vercelli. L'hanno colpito mentre era su un furgone Daily parcheggiato in una stradina sterrata, alle porte di Confienza, verso Vespolate. Nessun presunto colpevole è stato ancora identificato. Andando più indietro nel tempi, ai delitti senza castigo si aggiunge quello di Lovina Oboh, 24 anni, nigeriana. Il 19 aprile 2005 viene trovata con la gola squarciata, su una sedia in cucina, nel suo appartamento di via Buonarroti, vicino all'ospedale. Alle sette di sera, la trova il suo convivente italiano. Vent'anni più vecchio di lei, fa l'elettricista e rientra dal lavoro con il suo camioncino. Verrà poi scagionato da ogni accusa. I sospetti si concentrano su un conoscente italiano della ragazza, ex prostituta forse mai uscita del tutto dal giro. Si parla di una posizione ambigua dell'uomo, in bilico fra il favoreggiamento e l'accusa di omicidio. Una persona viene iscritta nel registro degli indagati. Come movente si parla di questioni di affari: forse Lovina era ancora coinvolta nel racket del sesso a pagamento per gestire altre ragazze. Ma non faceva più la vita, e avrebbe dovuto sposarsi pochi mesi dopo con l'italiano che abitava con lei. Ma nessun accertamento è stato in grado di sostenere una richiesta di rinvio a giudizio: il procedimento viene archiviato nel febbraio 2006. Per altri due delitti commessi in tempi relativamente recenti in Lomellina, esiste invece un presunto killer. Per la morte di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, è stato chiesto il rinvio a giudizio per Alberto Stasi, 25 anni, all'epoca fidanzato della vittima. Invece per la morte di Maurizio Rinaldi, autotrasportatore di 48 anni - trovato morto il 15 luglio 2008 in un boschetto vicino a casa sua, a Parona - i carabinieri avevano portato in carcere Massimo Bonizzoli, 40 anni, giostraio, poi rimesso in libertà pur rimanendo indagato. Secondo l'accusa, avrebbe investito volontariamente Rinaldi con una Lancia Musa. (a.m.)