Il Clir va oltre l'inceneritore
MORTARA.Finita l'emergenza legata allo smaltimento rifiuti, che portò alla fine degli anni Novanta a costruire l'inceneritore di Parona, il Clir guarda avanti, e punta sulla raccolta differenziata. Una prospettiva del tutto diversa che si è concretizzata con i progetti di raccolta porta a porta che l'ex consorzio, ora una spa presieduta da Federico Bertani, sta realizzando con alcuni tra i comuni più importanti del territorio. Che potrebbe anche portare alla costruzione di un grande impianto per lo smaltimento della frazione umida, guardando a tutti i comuni del Bacino B della provincia. Ultimo ad essere coinvolto nella differenziata, in ordine di tempo, Mortara, con cui il Clir ha trovato un accordo per coprire il centro storico, per circa 2 mila abitanti. Ma in questo nuovo corso del Clir sono già coinvolti centri di grande importanza come Mede, Valle, Sannazzaro e Gambolò. Lo conferma lo stesso Bertani: «Siamo arrivati ad un punto di non ritorno: stiamo entrando in un periodo in cui la raccolta differenziata sta diventando assolutamente necessaria. Una svolta avvenuta di pari passo con il cambiamento del consiglio di amministrazione che presiedo - spiega - ma che abbiamo dovuto realizzare anche per esigenze di carattere legislativo. Lo stesso piano provinciale dei rifiuti indica come obiettivo l'ampliamento della differenziata, e noi intendiamo raggiungere al più presto la percentuale del 60% su tutti i rifiuti raccolti».
Una politica che però se sta dando ottimi frutti sul fronte delle adesioni dei comuni ma anche e soprattutto dei cittadini, tanto che la percentuale di differenziata che adesso è arrivata a circa il 30% del totale, sta mettendo sul piatto nuove problematiche: ad esempio, cita lo stesso Bertani, il costo dello smaltimento, che con la differenziata può costare fino a 6 volte di più rispetto al conferimento del rifiuto indifferenziato. «Ci stanno a cuore le esigenze dell'utente - aggiunge il presidente del Clir - ma bisogna gestire con oculatezza, anche per ottenere dei risparmi. Intanto abbiamo vinto la gestione della piazzola ecologica di Garlasco, comune che è uscito dal Clir». In particolare appare un problema il costo dello smaltimento della frazione umida, che per essere riutilizzata va trattata da impianti specializzati: «Trattare questi materiali è costoso, e stiamo studiando nuove strategie - conclude Bertani - stiamo pensando di dotarci di nostri impianti, forse anche guardando a tutti i comuni del Bacino B». Ovvero la Lomellina per esteso, compresi i comuni esterni al Clir. Giovedi prossimo poi nell'assemblea sarà varato il piano per la costruzione della nuova sede del Clir a Parona.
Simona Marchetti