Berlusconi: Pdl con la Chiesa

ROMA.Silvio Berlusconi torna a proclamare la sacralità della vita umana e si schiera in difesa di Benedetto XVI nonostante le critiche di mezza Europa, seguite al viaggio africano del Papa. Intervenuto con una telefonata alla manifestazione napoletana dei «Popolari liberali», di Carlo Giovanardi il premier avverte che sui temi che toccano la coscienza il Pdl «non rinuncia a dare una linea, a scegliere e a difendere determinati valori». «Cerchiamo e cercheremo soluzioni il più possibile condivise, ma con un punto di riferimento irrinunciabile: la sacralità della vita e della dignità della persona», dice il capo del governo nel giorno in cui Alleanza nazionale celebra l'ultimo congresso per confluire nel partito unico del centrodestra. Un partito che con Gianfranco Fini ha più volte manifestato dissenso sul fine vita. «Noi crediamo che la libertà dell'uomo si debba esercitare ma non crediamo che tutte le scelte si equivalgano: abbiamo sempre affermato che non esiste la libertà di drogarsi, la libertà dello sballo del sabato sera e non esiste nemmeno la libertà di disporre della vita umana», aggiunge con un chiaro riferimento alle ultime prese di posizione di papa Ratzinger a proposito di temi come il testamento biologico.
Quanto alla Chiesa Silvio Berlusconi si conferma neo paladino guelfo. «Rispettiamo la Chiesa e ne difendiamo la libertà anche quando si trova a proclamare principi e concetti difficili e impopolari», assicura. Una dichiarazione forte che arriva nella settimana segnata dalle polemiche sulle parole di Benedetto XVI che ha bollato come «inutile» e anzi «dannoso» l'uso dei preservativi nella lotta contro l'Aids. Affermazioni che hanno scatenato le proteste ufficiali di Francia, Spagna, Germania e infine della Ue preoccuopata per le conseguenze che simili affermazioni potrebbero avere in un continente come l'Africa, con il triste primato del settanta per cento della popolazione sieropositivo. Dunque il Pdl si propone cone la Dc del 2000? Secondo il premier non è cosi.
Berlusconi ricorda con orgoglio quando da giovane «ha attaccato i manifesti della Dc nella campagna fondamentale del'48, quando i cattolici, insieme alle altre forze democratiche salvarono il Paese dal comunismo». Cita Don Sturzo e De Gasperi. Ma si ferma li. «Non ripercorreremo la via di quel collateralismo con la Chiesa che è stata la linea della Democrazia cristiana, crediamo nell'autonomia, nella sovranità della politica rispetto alla Chiesa ma crediamo anche che la Chiesa possa e debba parlare liberamente e svolgere quello che è un suo insostituibile ruolo nella società. Difendiamo la libertà - ha ribadito Berlusconi - anche quando si trova a proclamare principi e concetti lontani da quelle che sono le opinioni di moda tra intellettuali e giornalisti». (M.B.)