«Sarà contenzioso continuo»
MILANO. «E' fuor di dubbio. Il piano casa del governo farà litigare un sacco di gente. Si figuri che i vicini di casa litigano per lo stendino della biancheria. Immaginiamoci se uno costruisce una stanza in più». Achille Colombo Clerici è presidente di Assoedilizia(nella foto).
L'Associazione milanese della proprietà edilizia, e in queste ore sta esaminando il decreto preparato dal governo. Vuole capire quali sono i limiti, quali le possibilità, quali saranno i problemi.
Immaginiamo le villette a schiera. Uno decide di allargarsi e l'altro no.
«La possibilità che si finisca davanti a un giudice è altissima. I contenzioni aumenteranno».
Ma ci sono leggi e regolamenti che andranno sempre rispettati.
«C'è il problema delle distanze minime, che sono fissate dai regolamenti comunali e dal codice civile. C'è il problema della veduta, il diritto di veduta».
Cioè?
«Se uno ha una casa con vista sul mare e quello che gli sta davanti alza un piano in più e gli toglie la visuale, che cosa succede? Che chi perde la vista mare può impugnare, può chiedere l'abbattimento di quel piano. La veduta è un diritto che il decreto non cancella. Il provvedimento del governo non interviene sul piano civilistico».
E le case piazzate sulle colline? Ne tocchi una e franano le altre?
«Esatto. Anche in questo caso la legge è precisa e il Piano casa del governo lascia queste norme immutate. Per esempio c'è anche il diritto a non essere visto. Io sto tranquillo nel mio giardino perchè nessuno mi vede. Ma se alzano la casa a fianco ecco che potrebbero vedermi. Vengono a colpire un mio diritto, posso ricorrere al giudice».
Si intaseranno i tribunali?
«Speriamo di no, sono già pieni di liti fra condomini».
A proposito di condomini. Come fa ad allargarsi del 20% uno che ha un appartamento in un palazzo in città?
«Potrà chiudere il balcone o il terrazzo, se gli appartiene».
Dicono che si darà il via libera alla cementificazione dell'Italia.
«Ma no, non stiamo parlando di grandi interventi ad opera delle grandi società immobiliari. Berlusconi ha centrato il desiderio di ogni donna di avere uno spazio in più. Nelle case, a sentir parlare le mogli, manca sempre una stanza, un bagno in più, un ripostiglio, un'altra camera per i bambini. Anche chi ha dieci stanze ne vorrebbe undici. Si figuri chi di stanze ne ha due o tre».
Questo dovrebbe rimettere in moto il settore?
«Certamente darà lavoro a tante piccole imprese».
C'era bisogno di altri metri cubi edificabili? Ci sono in vendita case per tutte le tasche.
«Il problema non è questo. Un conto è allargare la casa per necessità della famiglia. Un conto è comprare una nuova abitazione. Certamente con la nuova legge si potranno abbattere vecchi palazzi, un tempo destinati al terziario, che potranno essere ricostruiti per farci delle abitazioni. Insomma, si tratta di palazzi ora abbandonati che verranno riconvertiti».
Invece di nuove case non si potrebbe favorire il recupero di quelle fatiscenti? Voi dite che ce ne sono 2 milioni.
«In tanti casi non si riesce neanche a individuare i proprietari, perché sono case vecchie costruite quando non c'era bisogno della licenza edilizia. E, a volte, neanche inserite nel Catasto. In questo caso ci vorrebbe un intervento per avere finanziamenti a tasso zero, perché si tratta di case che vanno abbattute e poi ricostruite di nuovo. Si tratta di interventi costosi».