Il Papa contro corruzione e multinazionali
ROMA. Benedetto XVI, dal Camerun, torna a parlare delle tante malattie che affligono l'Africa, l'aids, la malaria, la tubercolosi, visita i malati ma non fa alcun accenno alle polemiche mondiali scoppiate dopo che aveva liquidato come inutile e dannoso il preservativo nella lotta all'aids.
Polemiche che sono continuate anche ieri. Silvio Berlusconi, al vertice del Ppe, lascia ai cronisti un lapidario commento: «Ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo», dice il premier, non entrando nel merito. Lancia invece un affondo il leader del Pd, il cattolico Dario Franceschini. «Penso che il profilattico sia indispensabile e da diffondere per combattere l'aids, la disperazione e la morte in Africa come nei Paesi più poveri del mondo». E contrario alla posizione del pontefice si dichiara anche Umberto Bossi. «L'aids è molto diffuso, il preservativo aiuta, forse il papa non tiene conto della realtà locale: dice astenetevi ma il preservativo può aiutare», ricorda il leader leghista aggiungendo che se tutti facessero come lui e si tenessero la propria moglie e stop non si porrebbe il problema.
La giornata africana di Benedetto XVI comincia con la messa nello stadio di Yaoundè in Camerun davanti a sessantamila fedeli. Papa Ratzinger avverte: «L'Africa è in pericolo» di fronte a nuovi poteri che «cercano di imporre il regno del denaro disprezzando i più indigenti e costringendo cosi un intero continente a rinunciare alla propria identità», ai valori della vita e della famiglia. Benedetto XVI si scaglia «contro le tante persone senza scrupoli» ma non spiega se si riferisce alle potenze economiche e alle multinazionali piuttosto che ai dirigenti locali corrotti. A chiarire il riferimento ci pensa «Instrumento laboris», documento preparatoprio del secondo Sinodo dei vescovi africani che si terrà a Roma. Le multinazionali, recita il testo, «continuano a invadere gradualmente il territorio per appropriarsi delle risorse naturali», aggiungendo che le campagne di semina degli Ogm con le «quali si pretende di assicurare la sicurezza alimentare finiscono per rovinare i piccoli coltivatori», indotti a «sopprimere le loro semine tradizionali». Ma torniamo alla messa. Le parole più forti il papa le pronuncia ancora uan volta in difesa dell'accoglienza della vita. «E' un dono di Dio la priorità assoluta è dei bambini e dei giovani africani maltrattati, sfruttati, lasciati per starada arruolati forzatamante in gruppi militari».
In mattinata Ratzinger ha incontrato alla Nunziatura i rappresentanti dei musulmani camerunensi, ragionando sull'importanza di «una religione che rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo. Il momento più toccante del secondo giorno africano è stata la visita al centro per minori con disabilità fisiche e mentali fondato dal cardinale canadese Paul Leger.