Ppe cauto sull'ingresso del Pdl

BRUXELLES. Silvio Berlusconi non ha dubbi. Il Popolo della libertà farà parte della casa europea del Partito popolare. Di più: se ci fosse un buon successo elettorale alle elezioni europee di giugno, il Pdl potrebbe diventare una colonna portante del Ppe. «Sono tutti orgogliosi dei risultati raggiunti in Italia - dice il presidente del consiglio uscendo dalla riunione del Ppe che ha preceduto il consiglio europeo - speriamo di aver un buon successo alle europee».
«Speriamo - continua - di aver un buon successo alle europee cosi anche il nostro numero di parlamentari sarà influente e potrà determinare la politica del Ppe». Determinare, dice il premier.
«Il Partito popolare europeo è pronto ad accettare il Pdl, a patto che rispetti lo statuto, le regole e i valori del nostro partito», dice Joseph Daul, presidente del gruppo dei popolari all'Europarlamento. Poi - sollecitato dai cronisti - aggiunge: «Non c'è nessuna pregiudiziale». Ma filtra che i tedeschi della Baviera sono sul chi va là per quanto riguarda i possibili candidati. Uomini, e donne, marcatamente di destra non sarebbero ben accetti. «Attenzione a chi mettete in lista», è il messaggio. In cambio, però, Berlusconi potrebbe contare, per l'elezione del presidente dell'Europarlamento, sull'appoggio al candidato italiano Mario Mauro.
Jean Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo e fra i leader del Ppe da lunga data, dice di avere qualche domanda da porre a Berlusconi. Domande chiave, come quelle sul rapporto con la destra estrema e con la Lega. «No - dice Berlusconi - le domande non me le ha ancora fatte, ma tenete presente che più delle domande contano le risposte». Certo che Juncker nel Ppe non è dalla stessa parte di Berlusconi, almeno per quanto riguarda i rapporti con la Chiesa. «Sono rimasto sconvolto dalle parole del papa - dice il presidente dell'Eurogruppo - sull'uso dei preservativi e l'Aids sono in totale disaccordo con lui».
«Il giudizio positivo del Partito popolare europeo si vedrà al congresso del Pdl i cui lavori saranno aperti da Wilfred Martens, il presidente dei popolari europei», dice Antonio Tajani, fedelissimo di Berlusconi. Sui giudizi positivi, fa notare, pesa anche il fatto che con il Pdl si potrebbero aggiungere al gruppo Ppe 35-36 eurodeputati sui 72 che l'Italia esprimerà nella prossima tornata elettorale (fino a ora erano 78). (a.ce.)