Alberto, la difesa ha fiducia: va prosciolto


GARLASCO.«Il movente non esiste, l'arma non c'è. Su quali basi la procura vuol processare Alberto Stasi? Piuttosto, è logico un proscioglimento». Dopo la requisitoria dei pm all'udienza preliminare, parla Giuseppe Colli, legale del 25enne accusato di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi. «La procura accusa Stasi di omicidio, per un motivo 'da cercare nelle dinamiche di coppia" - dice Colli - allora, devono dirci qual è esattamente questo motivo». Invece, «si aggiunge solo che i due ragazzi erano 'tanto riservati, e di più non si può capire". Mi pare un po' vaga come argomentazione».
«La difesa è rafforzata».Nell'udienza dell'altro ieri, il gup Vitelli ha respinto quasi tutte le contestazioni sull'utilizzabilità di vari atti. Erano da eliminare dall'indagine secondo la difesa, perché non eseguiti in contraddittorio fra le parti. In particolare, le consulenze di accusa e parte civile sul pc di Alberto Stasi - fondamentale per l'alibi di Alberto - lo studio sui percorsi di Alberto a villa Poggi, la relazione sull'autopsia. Bocciata anche la richiesta di nullità del capo di imputazione, che per la difesa sarebbe impreciso. Ma secondo Colli le scelte del gup non indeboliscono la difesa, anzi. «Il giudice sottolinea che sono consulenze di parte, eventualmente ripetibili. E quindi, utilizzabili come tali: rappresentano solo un punto di vista di accusa e parte civile, nulla di più».
Il super-perito.Il gup inoltre ha mantenuto gli atti nel fascicolo, ma con riserva. Tradotto: questioni formali a parte, valuterà nel merito le consulenze. Potrebbe nominare un suo perito, in particolare sul computer. «Questo va a garanzia della difesa. E poi, lo stesso gup ha sottolineato le aperture scorrette del pc prima della consegna ai Ris. Che sono partiti da materiale non identico all'originale». In fondo, commenta Colli, «il gup conferma la nostra tesi: il contenuto è stato alterato, quindi il computer è ormai inservibile».
«Ha taciuto sul porno».Ma il movente esiste: i pm l'hanno descritto bene, ribatte Gianluigi Tizzoni, l'avvocato di parte civile (i Poggi). «Citando la conflittualità di coppia - dice - la dottoressa Muscio non ha escluso, la sera prima del delitto, una discussione fra Chiara e Alberto. Proprio sul materiale porno nel pc del fidanzato». La sera del 12 agosto 2007, ha ricordato il pm, Alberto doveva dormire da Chiara. Poi ha il programma è cambiato. Lei è morta la mattina dopo. E soprattutto, il pm fa notare che Alberto - negli interrogatori molto preciso su tutto - non ha mai citato il materiale a luci rosse nel suo pc. Non lo ha fatto solo per vergogna: cosa aveva da nascondere? In ogni caso, aggiunge Tizzoni, «il movente è più importante per i famigliari di Chiara Poggi che nel processo». Capita purtroppo che si uccida «anche per motivi davvero futili». Per arrivare a capire chi ha ucciso, «contano di più i dati tecnici. Come le scarpe non sporche di sangue di Alberto, anche se con quelle avrebbe trovato Chiara morta. E il Dna di Chiara sul dispenser del bagno, portato dalla mano di Stasi nel bagno della villa». Respingendo le contestazioni della difesa, aggiunge Tizzoni, «il gup ha lasciato intatto il quadro probatorio dell'accusa». Alla prossima data dell'udienza preliminare, sabato 28 marzo, parleranno gli avvocati della difesa - Angelo Giarda e Giuseppe Colli - e l'avvocato Tizzoni che annuncia un'arringa di un'ora e mezza.

Anna Mangiarotti