Federalismo, prove di dialogo tra i poli
ROMA. Prove di dialogo sul federalismo fiscale tra maggioranza e opposizione. Dopo l'astensione del Pd al Senato, il banco di prova è stato rappresentato ieri dalla mozione presentata da Dario Franceschini a Montecitorio per allentare i vincoli di spesa degli Enti locali e rendere immediatamente spendibili le risorse «congelate» dal patto di stabilità interno. La mozione è stata approvata con un voto trasversale e un lungo applauso: i si sono stati 491 mentre tutto il gruppo dell'Udc si è astenuto.
L'ok della maggioranza spiana la strada alla possibile intesa sul federalismo fiscale, il cui voto finale è previsto per martedi prossimo. E questo spiega anche la mano tesa di Bossi, che parla di un «primo passo positivo» e prevede un voto di astensione del Pd sul federalismo fiscale: «Spero che l'acqua scorra tutta verso il grande fiume...».
Il principale partito dell'opposizione si asterrà? L'assemblea dei deputati del Pd, che si è riunita ieri sera con Franceschini, ha preso tempo: la decisione sul voto finale sarà presa dopo l'esame degli emendamenti e degli articoli del disegno di legge delega sul federalismo fiscale. E anche l'Italia dei Valori si riserva di decidere quale posizione assumere alla Camera. Un no secco è invece quello che viene dai centristi dell'Udc. Rocco Buttiglione vede il peggio e parla di un «finto federalismo» che è «l'anticamera del secessionismo».
L'aula di Montecitorio ieri ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dal partito di Casini mentre oggi ci saranno i primi voti sui singoli articoli. Quel che è certo è che il muro contro muro tra maggioranza e opposizione questa volta non c'è. Franceschini, che ha messo a punto la mozione sul patto di stabilità dei Comuni dopo un incontro con gli amministratori locali del partito, spiega che la discussione sul federalismo è «un'altra cosa», ma nel Pd sono davvero pochi quelli che vorrebbero votare contro. A favore dell'astensione si schiera anche Massimo D'Alema, che definisce una «completa idiozia» l'indiscrezione secondo la quale i dalemiani vorrebbero votare no.
A non essere pregiudizialmente contrario è anche Antonio Di Pietro: «Siamo orientati ad affrontare la questione del federalismo con un occhio laico, senza preconcetti».
Nell'attesa di vedere come si comporteranno il Pd e l'Idv, i riflettori restano puntati sulla mozione che allenta i vincoli finanziari per i Comuni. Il presidente dei deputati del Carroccio, Roberto Cota, non nasconde la sua soddisfazione e fa notare che la battaglia sul patto di stabilità è «sempre» stata una battaglia della Lega.
Ma a tirare un sospiro di sollievo sono soprattutto gli amministratori locali. Il sindaco di Firenze, e presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, parla di un passo politico ed istituzionale «importante» e spiega perché: «Quello che chiediamo è il totale ristoro dell'Ici sulla prima casa, la possibilità di utilizzare le risorse disponibili per le imprese, piccole e grandi, attraverso lo sblocco dei residui passivi e consentire nuovi investimenti per far ripartire l'economia».