Quarta udienza, è il giorno dell'accusa
VIGEVANO.Oggi è il giorno dell'accusa. Nella quarta udienza preliminare del processo per il delitto di Garlasco è atteso l'intervento conclusivo dei pubblici ministeri Rosa Muscio e Claudio Michelucci. I due magistrati della procura chiederanno che Alberto Stasi sia processato in Corte d'Assise, a Pavia, per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Ma la prima parte dell'udienza sarà ancora dedicata al botta e risposta tra le parti. Sono previste le repliche degli stessi pm alle eccezioni sollevate la volta scorsa dalla difesa. Inoltre, verrà presentata una nuova relazione del consulente di parte civile Marzio Capra. Quindi, salvo richieste di rinvio per esaminare i documenti, il giudice Stefano Vitelli deciderà se accogliere o meno le eccezioni sollevate dai legali di Alberto, tra cui una riguarda anche l'inutilizzabilità di materiale fotografico che non è stato messo a disposizione in originale. Solo dopo la pronuncia del Gup, la parola passerà ai due pm. E' possibile che Stasi chieda di rilasciare dichiarazioni spontanee, ma i difensori affermano che non sarà in questa udienza. L'unica certezza sono i due prossimi appuntamenti in aula: sabato 28 e lunedi 30, quando il giudice deciderà se Alberto dovrà essere processato.
La nuova relazione di Marzio Capra, che sarà presentata oggi, replica alle precisazioni del consulente della difesa Francesco Avato. Capra in particolare contrattacca su un punto chiave: il Dna sul dispenser del sapone nel bagno di villa Poggi, che secondo Capra deriva da sangue o materia cerebrale di Chiara. Ed è stato trasportato dalla mano di Alberto che ha lasciato due impronte. Avato sostiene che se di Dna si tratta, non deriva da sangue di Chiara. Il biologo Marzio Capra ribadisce anche l'impossibilità che Chiara sia stata sollevata da due persone e non trascinata. E per l'ennesima volta che Alberto non può non essersi sporcato le scarpe di sangue, se davvero è entrato in casa scoprendo il cadavere della fidanzata. Non si esclude che presenti un'altra integrazione anche il consulente informatico di parte civile, Paolo Reale. Resta poi sullo sfondo il procedimento che vede Alberto imputato per possesso di materiale pedopornografico. «Su questo non abbiamo presentato nessuna eccezione preliminare - spiega il difensore Giuseppe Colli - ma faremo un'analisi di merito. Quanto al rito abbreviato, ribadisco che non lo chiederemo e meno che meno per le presunte foto pedoporno».