Cercava il posto agli altri
VIGEVANO.Cercava lavoro per gli altri e ha perso il suo. E' la storia di uno degli operatori delle agenzie interinali di Vigevano che hanno chiuso in questi mesi. «Due settimane prima di chiudere la sede centrale ci aveva detto di stare tranquilli perché la società aveva le spalle larghe. Invece poi... - dice - Nel frattempo è successo che più della metà dei contratti a tempo determinato che scadevano a fine dicembre non sono stati rinnovati». A perdere il posto sono stati gli operai specializzati delle aziende metalmeccaniche, molte delle quali entrate in cassa integrazione. «Usavano i nostri operai perché cosi potevano affrontare i picchi di produzione - spiega - . C'erano aziende che chiedevano ai lavoratori anche 50 o 60 ore di straordinario al mese e che ora sono in cassa integrazione. Per due mesi ho visitato non meno di 15 aziende a settimana tra la Lomellina e il Milanese e dall'ufficio chiamavamo una cinquantina di aziende al giorno per chiedere se avevano bisogno di addetti e non uno ci ha detto che stava cercando. Quando andava bene ci dicevano di riprovare tra sei mesi». Alla fine ha perso il suo di lavoro. «Mi hanno chiesto di dare le dimissioni e io ho accettato invece di litigare per una mensilità in più. Quando me l'hanno detto però ero distrutto - dice - . Mi sono chiesto cosa avrei fatto e ho provato rabbia verso l'azienda, poi ho capito che tutte le società ora hanno paura e tagliano i costi perché non vedono la fine della crisi. Io sono ancora uno fortunato perché alcune delle ditte che aveva contattato sembrano disposte ad assumermi per occuparmi della parte commerciale. Alla fine mi reputo comunque fortunato perché posso ancora scegliere che lavoro fare, molti invece questa libertà non ce l'hanno più. Una volta, ad esempio, un saldatore te lo prendevano a occhi chiusi, ora non interessa più alle aziende. E poi comunque, con gli operai in cassa integrazione, gli imprenditori non possono assumere altro personale per cui chi non è già in organico in qualche azienda rischia di restare senza lavoro a lungo». (cla.mal.)