Galazzetti: future promesse

MOTTA.Pier Giuseppe Galazzetti ha allenato sempre squadre giovanili, cominciando all'inizio degli anni '90 con il Superga. E' passato poi al Cilavegna, e dopo che la squadra si è sciolta è approdato nel 2006 al Gambolò, con l'obiettivo di formare un settore giovanile che formi ragazzi e porti giocatori alla prima squadra. «Alleno da quindici anni e negli ultimi tre sono qui a Gambolò - dice Galazzetti -. Il novanta per cento dei ragazzi di questa squadra è gambolese. L'accordo con il Novara ha senza dubbio aiutato a migliorare il modo di impostare il nostro settore giovanile e ci ha dato una mano ad attirare ragazzi». Ma anche i genitori vengono avvicinati per sostere il progetto di un grande settore giovanile in una cittadina di 10mila abitanti, che ha un impianto sportivo all'avanguardia, attira molti ragazzi e sta cercando di costruire una prima squadra per vincere il campionato di Terza categoria. «L'importante per noi - continua Galazzeti - è riuscire a coinvolgere la gente. Non tutti i nostri dirigenti sempre riescono a dare la loro disponibilità. E' per questo che siamo alla ricerca di nuovi dirigenti o anche solo di genitori che ci diano una mano, magari portando i figli alle trasferte in auto».
Il lavoro della dirigenza del Gambolò in questi anni ha pagato. E si vedono i risultati anche nella squadra Allievi provinciali. «Questa - spiega Galazzetti - è una squadra che gioca assieme da tre anni. Sono cresciuti bene soprattutto nell'ultima stagione. L'anno scorso sono arrivati terzi in campionato e anche quest'anno si stanno comportando bene. Noi tutti dirigenti, e il presidente Paulon in testa, crediamo che avere giocatori che siano tutti di Gambolò aiuti molto. Il nostro obiettivo è quello di avere tra due o tre anni una prima squadra, composta da ragazzi arrivati dalle giovanili che possa vincere il campionato».
Ad aiutare questa coesione c'è la concezione di appartenenza alla squadra del proprio paese. «I ragazzi sono tutti di Gambolò - dice Galazzetti - e sentono la maglia del Gambolò come una seconda pelle. Anche quelli che vengono dai paesi vicini si sono ambientati molto bene nel gruppo e si è formata una squadra molto unita che sta dando risultati dal punto di vista agonistico». (a.bal.)