Cade da un balcone, 48enne in fin di vita

VARZI. Un volo da oltre tre metri d'altezza, giù da un balcone per colpa di una ringhiera che ha ceduto. E ora B.V., un quarantottenne ucraino residente a Varzi, è ricoverato all'ospedale «San Martino» di Genova, dov'è stato trasportato con l'elisoccorso, in gravissime condizioni. Un incidente avvenuto ieri pomeriggio intorno alle quattro e sul quale indagano i carabinieri della stazione di Varzi. Le prime ipotesi, quelle che appaiono più credibili, raccontano di una disgrazia, ma le verifiche sono a trecentosessanta gradi. La procura è stata subito informata dell'episodio.
B.V. è un bravo muratore, abita in Italia da anni, prima era stato dalle parti della Val Curone, da qualche tempo risiede a Varzi. L'Italia, come succede a molti immigrati, è diventata per lui una seconda patria anche se là, in Ucraina, ha lasciato la moglie e due figli grandi, uno di quindici anni, l'altro di venti.
Abita in una casetta di via Maretti, al numero civico 31/B, quasi in fondo alla strada, una cinquantina di metri dal campo sportivo, nei pressi di una cava. Quasi di fronte alla sua abitazione vivono alcuni romeni, operai come lui, che ieri pomeriggio avevano lasciato il cantiere dove lavoravano. Stanno in una villetta in non perfette condizioni, certamente da sistemare. Loro e il muratore ucraino hanno stretto amicizia, il pomeriggio spesso si incontrano per chiacchierare e bere qualcosa. Cosi, probabilmente, è avvenuto anche ieri pomeriggio. B.V. è andato a trovarli, è una splendida serata di fine inverno, dal balcone che affaccia sulla cava si può vedere il campo sportivo dove già si sta giocando. Cosa sia accaduto esattamente non è chiaro, le testimonianze raccolte dai carabinieri non sono ovviamente ancora note. Sta di fatto che l'operaio ucraino, ad un certo punto, si appoggia alla ringhiera. Purtroppo la ringhiera è sorretta da colonnine in mattoni che cedono, spesso, a una semplice spinta. Molte non sono state fissate a terra, oppure hanno «mollato» con il tempo. Sta di fatto che, quando B.V. sposta il peso sulla ringhiera, appoggiandosi con le mani, la colonnina di mattoni cede. L'uomo non riesce ad aggrapparsi a nessun appiglio, cade in avanti e vola giù per i tre metri del muro. Cade a terra malamente, picchia con violenza la testa sull'asfalto, le ossa del cranio si spezzano. Una frattura cranica terribile, immediatamente il sangue macchia quell'angolo di cortile. Gli amici romeni chiamano immediatamente il pronto soccorso, arriva l'ambulanza, si corre all'ospedale di Varzi. Ma le condizioni di B.V. sono gravissime, è necessaria una struttura meglio attrezzata. Intorno alle 18.30 arriva l'elisoccorso, l'ospedale che ha il posto libero per accoglierlo è quello di Genova, il San Martino. Al momento l'ucraino è in prognosi riservata. In via Maretti arriva un'amica della famiglia, anche lei ucraina, accompagnata da un conoscente. Alla notizia scoppia a piangere: «Ha moglie e due figli, bisogna avvisarli, ma cosa è successo? cosa è successo? come glielo dirò»?