Il sensuale Convegno dipinto da Alciati
PAVIA. Questa settimana analizziamo un altro quadro esposto alla mostra 'Il bacio" (allestita alle Scuderie del Castello e aperta dal martedi al venerdi il mattino ore 10-13 e il pomeriggio ore 15-19; sabato e domenica apertura non stop ore 10-20): è un olio su tavola dipinto da Ambrogio Alciati nel 1918 che si intitola 'Convegno".
Dopo i primi studi all'Istituto di Belle Arti di Vercelli, Ambrogio Alciati frequenta l'Accademia di Brera di Milano, dove diventa docente di figura nel 1920. Si afferma soprattutto come ritrattista, influenzato dallo stile di Cremona nell'impasto dei colori e di Boldini per la frivolezza delle figure femminili. Di esplicita sensualità, Il convegno è stilisticamente debitore delle atmosfere baluginanti e vaporose del tardo Ottocento lombardo e attento alle tematiche voluttuose e morbose di certa cultura simbolista. Datata al 1918, l'opera è forse la più tarda delle composizioni di carattere passionale-amoroso realizzate dall'artista vercellese, che nella suggestiva invenzione dell'inferriata, ponendo un ostacolo alla libera espressione del desiderio e al contatto dei corpi, rende ancora più forte lo slancio degli innamorati. Secondo la trattatistica d'amore del Cinquecento che rimanda alle teorie platoniche, e che il Romanticismo recupera - lasciando in eredità ai movimenti che lo seguono il motivo - il bacio è uno scambio di respiro che congiunge due anime in un attimo indimenticabile. Nel trasporto del Convegno la valenza di trasfusione spirituale appare in tutta la sua consistenza e il bacio si fa appassionato.