Voghera, attenzione a Nohman

VOGHERA.Il ritorno del bomber. Domani alle 14,30 Daniele Nohman torna al Comunale, che nella scorsa stagione era stato la sua casa. L'attaccante (capocannoniere del girone, con 18 gol, nel campionato 2007-08) dopo una fugace parentesi a Pavia è passato in serie D, alla Pro Belvedere Vercelli, seconda con 52 punti, che si sta battagliando con il Renate (53) per la vittoria finale. Nell'ultimo incontro di campionato, grazie ad un gol di Nohman i vercellesi si sono imposti in casa contro il Fanfulla: «Finalmente - sospira il romano -. Non andavo a segno dalla gara con la Solbiatese (il 23 dicembre ndr): mi sono tolto un peso. Sono contento di tornare a Voghera anche come avversario, spero di fare bene. Sto ritornando ai livelli dello scorso anno, siamo una squadra forte e la concorrenza in attacco è notevole». Nohman deve affrontare concorrenza serrata: De Lorentis, Lauria e Grabinski. «Spero di giocare perché sento particolarmente questa gara dopo la scorsa annata», ammette il bomber. Da due domeniche Nohman è stato spostato nella posizione che predilige, dopo essere stato utilizzato all'inizio come attaccante esterno. «Da punta centrale riesco a esprimermi meglio - conferma Nohman -. All'inizio ero lontano dalla porta, facevo fatica. Adesso va meglio». Che accoglienza si aspetta a Voghera? «Non lo so, io mi sono trovato molto bene: se dovessi segnare non esulterò. È un campo difficile, noi stiamo facendo la corsa su noi stessi senza pensare al Renate. Con il Voghera non è una partita scontata perché loro vogliono raggiungere i play off, siamo in un momento positivo e vogliamo confermarci. Giocheremo in maniera aperta per conquistare i tre punti. Il Voghera è una squadra che non si chiude, sarà una bella partita. Del gruppo di quest'anno conosco Finelli e Guidi, che nella scorsa stagione si allenava ogni tanto con la prima squadra». Dopo l'esperienza poco fortunata a Pavia, a Vercelli ha un solo obiettivo: «Vincere il campionato. Non mi interessa il numero di gol, ma arrivare alla fine primo».
Marco Quaglini