Due sorelle violentate dal padre per 10 anni
ROMA. Per dieci anni hanno subito in silenzio la violenza del padre senza trovare il coraggio di ribellarsi, ma neanche di aprirsi confidando l'incubo nel quale erano costrette a vivere. E' il dramma vissuto da due sorelle di Roma, che oggi hanno 17 e 18 anni, vittime entrambe delle attenzioni particolari da parte del genitore.
Fino a due settimane fa, quando una delle due ha finalmente trovato la forza per confidarsi con la sorella scoprendo una tragedia comune. Insieme, le ragazze si sono poi confidate con la madre che non ha esitato a portarle dai carabinieri di Tivoli perché denunciassero il padre. Quando i militari sono arrivati nell'appartamento alla periferia est della capitale dove le ragazze vivono, l'uomo, un operaio di 40 anni, aveva già preparato la valigia e si stava preparando a fuggire. Adesso si trova nel carcere di Rebibbia.
Un'adolescenza vissuta sotto il segno della violenza sessuale e della paura, fin da quando avevano appena 7 e 8 anni. Anni e anni vissuti in silenzio, aspettando con terrore il momento in cui una delle due rimaneva sola con il padre. L'uomo infatti, hanno raccontato le due studentesse, metteva in atto le sue violenze sempre quando la moglie non era in casa e dopo aver allontanato con una scusa una delle due sorelle. In questo modo per dieci anni è riuscito a fare in modo che nessuna delle due sorelle sapesse che il dramma che stava vivendo era lo stesso vissuto anche dall'altra ragazza.
Per tutto questo tempo l'operaio non ha mai smesso di molestare le se figlie. Almeno fino a quindici giorni fa, quando una delle ragazze ha trovato il coraggio di parlare, di tirare fuori con la sorella tutto il dolore trattenuto per anni. Più che una confessione per qualcosa di cui non era responsabile, uno sfogo liberatorio che ha permesso finalmente di far venire alla luce tutta la verità. Di fronte al racconto della sorella, infatti, anche l'altra ragazza ha trovato il coraggio di parlare.
Il dramma delle due sorelle romane, è forse reso ancora più terribile dalla consapevolezza che non si tratta di un caso isolato. Secondo Telefono azzurro, infatti, il 60% delle violenze sessuali contro i minori avvengono all'interno della stessa famiglia. Dati confermati anche da Telefono rosa. Nel solo 2007 si sono avuti 1.492 richieste di aiuto, salite a 1.744 nel 2008. Nella maggior parte dei casi, 1.457, a chiedere aiuto sono cittadine italiane, mentre le straniere si sono rivolte all'associazione in 287 casi. Nel 53% delle denunce la casa si conferma come un luogo meno sicuro della strada, visto che a commettere le violenze è in genere il marito o il partner. Un comportamento che nulla ha a che vedere con il livello culturale e sociale degli stupratori. Anzi. A fronte di di una maggioranza di impiegati (23%) e di operai (18%) si registra infatti una significativa presenza di liberi professionisti (11%), imprenditori, commercianti e alti funzionari (6%). Relativamente bassa infine, il 7%, la percentuale di disoccupati.