San Genesio, raddoppiano le telecamere

SAN GENESIO. Verrà raddoppiato il sistema di videosorveglianza. Diventeranno otto le telecamere poste nei quattro ingressi del paese, per potenziare il controllo del territorio. E' questa la risposta dell'Amministrazione comunale a Flavia Fulvio e Milena D'Imperio della lista Unione per San Genesio che, sull'argomento, avevano presentato un'interpellanza discussa nell'ultima seduta del consiglio comunale. Le due rappresentanti dell'opposizione hanno comunque accusato la maggioranza di immobilismo.
Nell'interpellanza i consiglieri chiedono «se le telecamere installate, e per le quali sono stati spesi i soldi della collettività, rappresentano un elemento di arredo urbano o se devono garantire la sicurezza dei cittadini. Sembra che finora non abbiano funzionato, non fornendo alcun aiuto alla polizia locale. Forse la Lega preferisce puntare sulle ronde padane».
«Il sistema di videosorveglianza ha dato problemi che stiamo risolvendo - replica il sindaco Roberto Mura -, anche se le telecamere migliorano, ma non risolvono, la questione sicurezza».
«L'altro ieri è stata trovata la soluzione per migliorare il servizio di vigilanza - spiega l'assessore al bilancio Antonino Olivo -, installare altre 4 telecamere per individuare le targhe dei veicoli. Quelle esistenti controlleranno il movimento delle auto. Il sistema di videosorveglianza verrà ampliato e preso in carico dal Comune di San Genesio, l'intervento si concluderà entro tre mesi e potrebbe costare circa quindicimila euro». Sono quattro le telecamere installate qualche anno fa nei punti d'ingresso di San Genesio, intervento inserito in un progetto sulla sicurezza realizzato da un Consorzio di Comuni con Landriano capofila.
Il sistema di videosorveglianza non ha mai ben funzionato.
«Ho avuto la delega alla sicurezza nel 2007 - spiega l'assessore Giuseppe Carrubba - e sono stato informato nell'aprile 2008 del problema. Abbiamo avvertito il Comune di Landriano, chiedendo il collaudo dell'apparecchiatura che non è stato effettuato, cosi abbiamo deciso di non pagare la quota dovuta all'Ente capofila e ad intervenire direttamente. A febbraio abbiamo incaricato la ditta Lcm a svolgere prove di funzionamento dell'impianto, i cui costi verranno detratti dalla quota dovuta a Landriano».
Fulvio e D'Imperio però non sembrano convinte e accusano la maggioranza di immobilismo: «La convenzione è stata firmata nel 2003 e solo nel gennaio 2008 il Comune di San Genesio giustifica il mancato pagamento della quota con l'assenza della copia del collaudo avvenuto tre anni prima. Questo significa che nessuno, in tutto questo tempo, si è preoccupato di far funzionare la videosorveglianza? E' una grave inadempienza». (st.pra.)