Pordenone, botte al gay disabile in piazza

PORDENONE. Un venerdi sera d'inverno, tre amici annoiati, una città a disposizione. Che fare? «Andare a dare una lezione ai 'froci"». E cosi i tre di 22, 21 e 43 anni il 23 gennaio hanno deciso di farsi un giro al Bronx, come viene chiamato il quartiere direzionale di piazzetta del Portello nel pieno centro di Pordenone.
Qui, nelle ore notturne, fino a qualche tempo fa, non era inconsueto incontrare coppie di omosessuali. Nei pressi del Bronx i tre, Nicola Tuan, 22 anni di Pordenone, Federico Scabbio, 21 anni di Porcia, e Stefano Ostaria, 43 anni di Pordenone, hanno incontrato un giovane disabile, che chiameremo Andrea, di 29 anni. Qui, nel cuore della città, è iniziata la violenza. Gli aguzzini lo hanno spintonato, irriso, offeso, preso a sberle, il tutto mentre il ragazzo, che porta evidenti le conseguenze di un'altra violenza patita nel 2002 quando venne quasi ucciso dall'ex compagno, cercava di allontanarsi.
L'aggressione è proseguita fino in piazza XX Settembre, tra il teatro Verdi e il Bar Posta, quando i tre lo circondano, lo prendono ancora a sberle e uno addirittura gli sferra un calcio nella schiena. La piazza non è affollata, ma in diversi hanno notato ciò che sta avvenendo. Solo una donna si avvicina al gruppetto per invitarli a smettere. E allora pare che il più anziano tra i bulletti di paese, le si sia avvicinato poggiandole una mano sulla spalla in un gesto nemmeno troppo vagamente minaccioso. Ma nel frattempo qualcuno ha chiamato il 113; il ragazzo, approfittando di un attimo di distrazione, è riuscito ad allontanarsi; i tre, intuito l'imminente pericolo, si disperdono. All'arrivo delle Volanti in piazza XX Settembre non c'è più nessuno: non la vittima, non i carnefici. Ma ci sono i testimoni.
Gli agenti delle Volanti prima e della Mobile poi, coordinati dal dirigente Massimo Olivotto, hanno raccolto testimonianze, indizi, elementi utili a risalire all'identità degli aggressori, ed anche a quella dell'aggredito. Andrea, infatti, una volta sfuggito alla violenza, aveva chiamato la madre chiedendole di andarlo a prendere perchè «era successo qualcosa». Poi, per timore, pudore, riservatezza, non aveva voluto denunciare l'accaduto, ne farsi medicare al pronto soccorso. L'indagine per arrivare ai responsabili, anche grazie all'ausilio delle telecamere del Comune, si è chiusa rapidamente con le prime, stupide, ammissioni: siccome non sapevano come passare la serata, avevano deciso di «dare una lezione» agli omosessuali che frequentano il Bronx.
E come giustificazione aggiuntiva, hanno riferito di «voci» sulla presenza di un pedofilo nella zona. «Un gesto vigliacco - lo ha definito il questore di Pordenone, Antonio Maiorano - rispetto al quale abbiamo svolto il nostro dovere individuando i responsabili. Per quel che riguarda le motivazioni - ha aggiunto -, sono davvero di bassa lega». I tre sono stati denunciati a piede libero.