Contrini: «Società tradite dal bisogno di vincere sempre»

PAVIA.Il calcio va ripensato. Ne è convinto Sergio Contrini, presidente del Csi provinciale: «La Figc da questa stagione impedisce alle sue società di avere squadre nei campionati di promozione sportiva, una soluzione che potrebbe ridurre i costi, ma il problema sta a monte - dice Contrini - . Se conta solo vincere, le società accettano di dipendere dai soldi degli sponsor e di tesserare cento bambini per farne giocare solo 15 e spingere gli altri a smettere quando crescono. Le società del Csi invece non hanno la cultura dell'immagine, ma del giocare insieme. E poi cercano di essere autonome. Molte società della Figc invece si aspettano di ricevere dai Comuni contributi pubblici per pagare l'affitto e le utenze dei campi, e se non succede diventa un problema. Senza contare che i soldi che i Comuni versano sono a carico della collettività». Contrini critica anche le società che danno poco spazio ai giocatori del paese dove la squadra gioca. «Una società - spiega il presidente del Csi - dovrebbe prima di tutto dare una risposta all'esigenza di fare sport dei residenti, ma non succede perché ormai conta solo il risultato». (cla.mal.)