«Ora pensiamo al rilancio»

PAVIA.Realismo ma non rassegnazione. Da parte dei sindacati c'è la volontà di trovare strategie per superare le difficoltà attuali e agganciare il treno del futuro.
«Il sindacato da diversi mesi lancia un segnale sull'occupazione - sottolinea Carlo Gerla, segretario provinciale della Cisl -. La mia organizzazione fin da novembre aveva parlato di 900mila posti di lavoro a rischio a livello nazionale. Ma all'inzio eravamo poco scottati dalla crisi: solo fino a qualche settimana fa c'era chi sosteneva che il problema non c'era. Nei primi due mesi e mezzo del 2009 a mio avviso la situazione è peggiorata. Lo vediamo dall'attività del nostro ufficio vertenze: quando si incrementa in questo modo la vertenzialità per recupero dei salari, licenziamenti e fallimenti delle aziende, vuol dire che l'asticella si sta alzando sempre di più. E si prevede che i mesi prossimi siano peggiori».
Che fare? Secondo Gerla «da una parte bisogna agire per salvaguardare il reddito e in secondo luogo occorre varare politiche attive e industriali: significa affiancare subito sistemi di formazione mirata sulla ricollocazione dei lavoratori, ma agire nel contempo sulle politiche di sviluppo, sostenendo infine anche il sistema produttivo e manufatturiero».
Per Gianfranco Urrata, segretario provinciale della Uil, «i dati della Provincia sono la conferma della pesantezza della situazione». «Queste non sono avvisaglie, cominciano ad essere dati significativamente negativi - prosegue Urrata -. La preoccupazione che Uil ha, ma credo anche le altre organizzazioni sindacali, è che questa sia una crisi violenta. Quindi dobbiamo fare sistema per limitare i danni e creare le condizioni per lo sviluppo».
Secondo Urrata il rilancio deve partire da obiettivi precisi. «Bisogna puntare su prodotti tipici - conclude -. Parlo, ad esempio, della bioagricoltura, e della necessità di fare filiera, quindi curare produzione, trasformazione e distribuzione dei prodotti. Inoltre credo che vadano incoraggiate le attività di carattere artigianale: formare la gente su lavori richiesti».
Per Gian Mario Santini, segretario della Camera del Lavoro di Pavia, che sulla crisi era già intervenuto criticamente, bisogna cambiare registro. «Abbiamo bisogno di investimenti adeguati da parte dello Stato per la copertura degli ammortizzatori sociali - ha spiegato -. C'è un accordo con le Regioni che potrebbe andare in questa direzione, ma resta aperto un problema gigantesco, che è quello dei lavoratori atipici con contratto interinale o a progetto: si calcola che nel 2009 4-5mila rapporti di lavoro in provincia andranno a termine. E questi lavoratori rischiano di essere completamente sprovvisti di ammortizzatori». (d. z.)