In un anno persi oltre 3mila posti di lavoro


PAVIA. Oltre tremila contratti persi per strada, lavoratori che nel corso del 2008 sono stati travolti dalla crisi. E' fosco il quadro che emerge dall'analisi del mercato del lavoro sul territorio, delineato dalla Provincia attraverso i Centri per l'impiego. In primo piano c'è un'inversione di tendenza rispetto al passato: per la prima volta, tra contratti avviati e cessati, sono i secondi a prevalere: 3.252 in un anno. I settori più colpiti sono le costruzioni (-1.018), metallurgia (-456) e metalmeccanica (-330).
A fare le spese di un anno, quello appena trascorso, in cui il calo delle commesse nelle aziende si è fatto più marcato con il passare dei mesi, sono stati soprattutto i lavoratori a tempo determinato. Parlano chiaro i dati comunicati dalle aziende pavesi nei due semestri del 2008.
Gli avviamenti registrati, ossia i nuovi contratti, sono stati 44.644, di cui 23.419 hanno interessato lavoratori uomini (52%) e 21.225 donne (48%). Le cessazioni invece sono state 46.631, di cui 25.593 per uomini (55%) e 21.038 per donne (45%). E' nel secondo semestre dell'anno scorso che il saldo negativo si è fatto marcato: le imprese in quel periodo hanno messo lo stop a 3.252 rapporti di lavoro. E' come se all'improvviso si fosse chiusa una porta. Gli imprenditori pavesi hanno mostrato una paura strisciante. Il più colpito dalla crisi è il settore dell'industria, che ha 'salutato" 1.857 dipendenti; segue a ruota il comparto delle costruzioni, per il quale i contratti terminati sono stati 1.018. L'agricoltura invece è riuscita a contenere i danni: in questo caso i rapporti di lavoro cessati sono stati 110. A salvarsi, almeno per l'anno passato, è stato il settore del commercio e servizi, che ha registrato un attivo di 1.165 rapporti di lavoro. «Si è confermato il settore trainante dell'economia pavese - sottolinea la Provincia -. Anche in questo caso comunque si riscontrano criticità legate ad attività specifiche, come il comparto alberghiero e della ristorazione, oltre a quello dei trasporti.
Quanto ai tipi di contratto più gettonati, la quota maggiore di avviamenti, come di cessazioni, ha interessato quelli a tempo determinato: 20.073 contro 21.774; quelli a tempo indeterminato invece sono stati 12.583 contro 14.120. «Sembra che a partire dal secondo semestre 2008 si stia verificando una contrazione dell'economia locale non più circoscritta a specifici comparti produttivi - spiega Piazza Italia - ma generalizzata alla quasi totalità dei settori, estendendosi ad attività prima in buona salute, come costruzioni, commercio, comparto alberghiero e della ristorazione».
Infine le cause che hanno dato luogo alla cessazione dei rapporti di lavoro: il 50% è avvenuto per fine del contratto a termine, che quindi non è stato rinnovato, mentre il 36% del totale è attribuibile alle dimissioni dei lavoratori.
Restano alcuni settori che nel periodo preso in considerazione, hanno mostrato una certa resistenza ai venti di crisi. E' il caso di istruzione (1.133 nuovi contratti); attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e servizi alle imprese (645); sanità e assistenza sociale (193); attività finanziarie (83).

Donatella Zorzetto