Protti: porte aperte a tutti
BORGO SAN SIRO.Ha calcato i campi di Piemonte e Lombardia e ora si è fermato ad allenare gli Allievi provinciali del Borgo San Siro. Mauro Protti è nel calcio da 15 anni e si è sempre occupato soltanto di settori giovanili.
«Sono di Galliate - spiega - e due anni fa con la vecchia dirigenza allenavo già al Borgo San Siro. Dopo un periodo piemontese, quest'anno sono tornato al Borgo per formare la squadra Allievi».
In effetti a inizio anno il Borgo Gifra rischiava di non iscriversi nemmeno al campionato per mancanza di ragazzi: «Abbiamo costruito una squadra con quello che avevamo. Non c'è stata nessuna ricerca di giocatori, ma nemmeno nessuna selezione. Porta aperte a chi voleva venire a giocare. Quelli che si sono presentati sono diventati i nostri Allievi».
Quasi tutti erano giocatori che militavano l'anno scorso in altre squadre, ma che hanno trovato nuovi stimoli nel Borgo Gifra, squadra erede del grande vivaio che un tempo a Vigevano caratterizza il Gifravigor.
Filo conduttore di questa squadra, che domenica ha battuto nel primo quarto d'ora la Cassolese, è l'esperienza del tenico in campionati anche molto diversi tra loro. «Tra i campionati piemontesi e lombardi - dice Protti - ci sono tante diversità. In Lombardia molto più agonismo e molta più cattiveria». Il lavoro di Protti è legato alla dimensione formativa. «Ho sempre allenato squadre - sottolinea - che vanno dai primi calci fino agli Allievi. Mai una prima squadra, ho provato con la Juniores, ma c'è già un'altra mentalità. Ci sono giocatori molto più formati, che hanno già idee loro sulle quali magari si fatica a intervenire».
Il lavoro di un allenatore secondo il tecnico piemontese va oltre il campo e il centro sportivo, ma deve passare anche tra la scuola. «Se ci sono sempre meno ragazzi che vogliono giocare a calcio - continua Protti - bisogna tornare nelle scuole a parlare di calcio e cercare di farli avvicinare a questo mondo. Solo cosi possiamo riuscire a far tornare a giocare a calcio i ragazzi, che oggi hanno molte più distrazioni di quelle che avevano un tempo».
E l'allenatore giramondo è sicuro di trovare a Borgo il luogo dove restare. (a.bal.)