Il riso torna re e Pavia è la regina

PAVIA.Più riso, soprattutto più riso tondo, con la conferma di Pavia come prima provincia risicola italiana. I dati statistici diffusi dall'Ente nazionale risi con i consuntivi 2008 e le previsioni per la imminente campagna semine 2009, non lasciano dubbi: il riso torna alla grande in testa alle scelte degli agricoltori pavesi. Almeno dove le condizioni del territorio lo permettono.
Iniziando a livello continentale, le cifre dell'Ente indicano per la produzione dell'Unione europea, nel 2008, un calo di circa 245.000 tonnellate di risone rispetto al 2007, con un dato negativo per 254.000 tonnellate nelle varietà di tipo japonica e un aumento di 9.000 tonnellate per le varietà a profilo indica, adatte ai consumi generalizzati nel Nord Europa ed in ascesa anche in Italia, cioè insalate di riso e riso precotto. La produzione totale del 2008 supera appena i due milioni e mezzo di tonnellate.
Il riso, cosi come viene offerto al consumo, segna un dato di circa un milione e mezzo di tonnellate, cui si aggiungono 211.000 tonnellate di scorte. Una quantità che deve tener conto delle circa 115.000 tonnellate di esportazioni al di fuori dell'Unione.
Venendo al 2009, sempre secondo le stime dell'Ente risi, si evidenzia una netta tendenza di aumento per le varietà 'Tondo", previste in aumento del 23%. I medi, salgono del 6%, mentre i superfini crescono appena di un paio di punti. In discesa, invece, gli indica, ma appena del 2,36 %.
'Il quadro delle previsioni - commenta Roberto Carriere, direttore dell'Associazione industrie risiere italiane - ci porta ad attenderci un quantitativo eccessivo di Tondo, mentre il Lungo A, vale a dire i cosiddetti superfini, resta deficitario, specie per il Baldo e il gruppo Ribe. Gli Indica non hanno mai problemi di mercato, più ce n'è e meglio è».
Un discorso che riapre la storia infinita delle programmazioni delle semine, perché è inevitabile che ogni sforamento, nei due sensi, delle produzioni sia una distorsione dei mercati: gli eccessi portano a prezzi in calo e le carenza a speculazioni che hanno effetti boomerang di ritorno.
In passato si erano cercate strade alternative, come i contratti di produzione tra riserie e aziende agricole, ma le troppo variabili dovute all'andamento imprevedibile dei mercati e a quello, non meno balzano, delle condizioni meteorologiche avevano spesso reso inutile questo tentativo.
«Di certo ci deve essere un confronto e una collaborazione con le associazioni che rappresentano il mondo agricolo - insiste Roberto Carriere - per cercare almeno di avvicinarsi al fabbisogno. Sottolineo poi che in Europa il tasso di autoapprovvigionamento è andato diminuendo. Alcuni anni fa, quando l'Europa aveva solo pochi Paesi membri, si arrivò all'80%, cioè si doveva importare solo il 20% dei consumi. Oggi che l'Europa si è ampliata toccheremo il limite minimo del 55%». Come dire che poco meno della metà del riso consumato deve venire dall'estero, una situazione diametralmente opposta a quanto accade a grano tenero e mais, settori in cui l'Europa più grande ha significato il superamento del consumo interno, rispettivamente del 5 e del 23%.
Ma al di là dei mercati mondiali e dei traffici internazionali, balza in buona evidenza il dato delle previsioni di semina a livello provinciale. Pavia segna il record di crescita delle superfici, con un +5.625 ettari (aumento percentuale di oltre sei punti), numeri che confermano il primato a livello nazionale con 97.676 ettari.
Un incremento superato solo dai 'piccoli": Ferrara, infatti, cresce del 6,35%, posizionandosi però soltanto a quota 15.500 ettari. Al secondo posto Vercelli, che cresce di un 4.27%, pari a 3.612 ettari, per un totale previsto nel 2009 di 88.154 ettari. Segue Novara, che farà registrare 34.200 ettari, con un dato positivo di circa tre punti e mezzo in termini percentuali. Il totale nazionale per il 2009 sarà di 235.500 ettari (+5% rispetto al al 2008).
«Le cifre - commenta ancora Carriere - sono un segnale positivo e una concreta inversione di tendenze rispetto all'ultimo anno. La nostra analisi offre però ancora ampi spazi di crescita, senza intervenire sui delicati rapporti internazionali sanciti dagli accordi Wto. Cioè senza che i grandi esportatori, Thailandia e Stati Uniti, possano chiedere procedure antiprotezionismo».
A un mese dalle prime semine un ultimo dato positivo riguarda l'acqua. Con le quantità ragguardevoli di neve accumulata quest'anno in montagna, con i laghi e fiumi costantemente sopra i livelli abituali, parrebbe che i canali siano nelle condizioni ottimali per soddisfare il 'colpo d'acqua" necessario per sommergere le camere di risaia.
Giovanni Rossi