«Un progetto nuovo»

PAVIA.Carlo Porcari lo ha definito una «damigella» di Andrea Albergati. Ma Antonio Sacchi replica con una certa ironia: «Un'espressione un po' infelice. Se proprio vogliamo riassumere cosi la mia scelta, allora diciamo che sono almeno una damigella d'onore». Certo, le parole del consigliere regionale, un certo segno lo hanno lasciato. Ma il protagonista del 'ticket" con Albergati spiega che non ha fatto un passo indietro rispetto all'idea iniziale di candidarsi, in prima persona, per la poltrona di sindaco: «Tutt'altro. A volte serve il coraggio di mettersi a disposizione di un progetto. Mi è sembrato che il cosiddetto 'ticket" (che non prefigura ruoli prestabiliti) fosse prima di tutto una mossa efficace per schierare una squadra che comprendesse una personalità riconosciuta e stimata come Andrea Albergati e altre persone, tra le quali il sottoscritto - e lo dico con tutta modestia, per quanto mi riguarda - in grado di portare un contributo di professionalità ed esperienza e anche uno slancio ideale. Perciò quando Albergati mi ha chiesto di lavorare con lui ho accettato volentieri».
Antonio Sacchi spiega i suoi obbiettivi in vista di una campagna elettorale molto breve: «Che si presenti un progetto innovativo alla città. E' necessario guardare oltre i confini del centro sinistra (vissuto troppo angustamente come sommatoria di partiti e di personalismi). Perciò, a mio giudizio, è importante presentarsi anche con una lista civica autonoma dai partiti e capace di rivolgersi agli elettori, proponendo un'idea di 'politica giusta" e un programma che si fondi sull'alleanza tra cittadini e amministratori».
Riguardo alle primarie del Pd, Sacchi dice: «E' un momento di confronto utile. La validità dei programmi e delle persone verrà sottoposta a giudizio. Ho già dichiarato il mio appoggio a favore della candidatura di Andrea Albergati. Ma ovviamente faccio i miei auguri anche ad Antonio Ricci». (f.m.)