È una poltrona in affitto e la politica è padrona


La presidenza della Rai è incarico prestigioso. Ma non proprio l'Everest delle istituzioni. Quindi, quanto a prestigio, irresistibilmente attrae chi non molto ha scalato l'Himalaya dello Stato e della società. Il presidente della Rai è ben retribuito, ma non più e non quanto un manager di grande azienda o un direttore di un grande giornale. Quindi non lo si fa per soldi se si è già ben retribuiti altrimenti.
Governare la Rai è una affascinante e nobile impresa. La maggior, potenzialmente, industria culturale del paese. L'azienda con più difetti e virtù. Un compito entusiasmante. Alla sola condizione che te lo facciano fare, o almeno provarci. Questa condizione da tempo immemorabile, anche se te la promettono, non c'è. E non perché il potere politico non debba occuparsi della Rai. Questa è vuota retorica. Della Rai la politica deve occuparsi eccome. Scegliendo il manager che la guida.
Ma la politica fa altro. Con la Rai si comporta come un proprietario che affitta casa. E fin qui nessun problema se sceglie con cura e secondo i suoi criteri l'inquilino. Poi però la politica pretende di stabilire chi l'inquilino invita a cena, quali quadri appende, se mette o no le pattine, che libri legge e cosa cucina.
Per questo De Bortoli, che è un gran professionista, un vero signore, una persona seria, uno dei non molti non teatranti del giornalismo, prima è stato tentato e poi ha detto: no, grazie.

Mino Fuccillo