Mamma-detective scopre il maniaco
VOGHERA. Ha traumatizzato una bambina di otto anni esibendo i genitali davanti a lei, sul treno: poi è scappato per sottrarsi all'ira della mamma della piccola. La donna, però, lo aveva visto bene in faccia, e lo ha descritto accuratamente agli agenti della Polfer di Voghera. Grazie all'aiuto della mamma-detective i poliziotti hanno indagato, e nei giorni seguenti hanno fatto una serie di appostamenti in borghese sullo stesso treno: l'idea era quella che non si fosse trattato di un caso isolato, ma che ad agire fosse stato un vero e proprio maniaco. La Polfer aveva ragione: pochi giorni dopo gli agenti hanno sorpreso l'uomo sul medesimo convoglio regionale. Aveva già la cerniera dei pantaloni abbassata e si preparava a ripetere il suo gesto davanti ad alcune studentesse delle scuole medie. A quel punto i poliziotti in borghese sono intervenuti, si sono qualificati come agenti polfer e lo hanno bloccato. C.S., un uomo di 48 anni che abita a Como, è stato denunciato a piede libero per corruzione di minore e atti osceni in luogo pubblico. Aveva già numerosi precedenti penali specifici.
Tutto inizia la mattina di sabato 28 febbraio, quando una donna milanese prende il treno per Voghera insieme alla sua bambina di otto anni. Non è la prima volta che mamma e figlia fanno quel viaggio: la donna ha alcuni parenti a Voghera e viene spesso a visitarli. Il treno è un regionale, e ha le carrozze pullman: quelle senza scompartimenti, con i sedili aperti. Mamma e figlia prendono posto una di fronte all'altra, e il viaggio prosegue regolare. La bambina ha un libro di scuola, mentre la mamma legge un giornale. Ad un tratto, tra Pavia e Voghera, la mamma vede che la bambina si copre di scatto la faccia con il libro, mettendosi a piangere. La donna si gira e si accorge che dietro di loro c'è un uomo con i pantaloni semiabbassati, che ha appena finito di toccarsi il membro. La donna investe di male parole lo sconosciuto, che però ha la sfrontatezza di rispondere 'Intanto a tua figlia è piaciuto vedere quello che facevo". Poi si allontana velocemente dal vagone. Sconvolta, la donna scende dal treno a Voghera e si reca al comando polfer. Il comandante del distaccamento, l'ispettore Salvatore Savona, accoglie la denuncia e ascolta la descrizione del maniaco. Il comportamento dell'uomo fa pensare che non si tratti di un caso isolato, ma del gesto di un individuo abituato a performance del genere: probabilmente sullo stesso treno, che parte alle 7.50 del mattino da Milano Centrale. La polfer di Voghera inizia quindi a monitorare i treni regionali in arrivo da Milano, con pattuglie in uniforme e in borghese. Gli agenti in borghese, in particolare, si mischiano tra i passeggeri che alle 7.50 partono da Milano per vedere se tra loro c'è qualcuno che assomiglia al maniaco. Dopo qualche tentativo a vuoto, i poliziotti sono fortunati: l'altra mattina, poco dopo la partenza da Milano, la Polfer nota un uomo la cui descrizione corrisponde a quella del maniaco. Poi lo vedono mentre si abbassa la cerniera dei pantaloni davanti a un gruppo di studentesse sotto i 15 anni: lo bloccano prima che possa proseguire nelle sue esibizioni. C.S. viene fatto scendere a Pavia e portato in questura, dove viene fotosegnalato: la scientifica prepara un book di immagini, mischiando la foto del fermato a quelle di pregiudicati per altri reati. Quando il book viene mostrato alla mamma della bambina, la donna riconosce con sicurezza il maniaco: e scatta la denuncia. «Quasi certamente quest'uomo si è masturbato altre volte in pubblico su quel treno - dicono alla Polfer di Voghera - Chi ha subito le sue attenzioni può rivolgersi ai nostri uffici per sporgere denuncia contro di lui».