Servizi psichiatrici, allarme del sindacato


VIGEVANO.Il sindacato lancia l'allarme su un possibile ridimensionamento dei servizi psichiatrici offerti dal centro riabilitativo ad alta assistenza di via Beatrice d'Este a Vigevano. Il segretario provinciale della funzione pubblica della Cgil, Oreste Negrini, non nasconde la preoccupazione: «Siamo venuti a conoscenza di un piano volto a ridurre i costi che interesserà i centri riabilitativi ad alta assistenza (che fino a poco tempo si chiamavano Crt, ndr) in provincia. Questo studio mira a trasformare i centri riabilitativi ad alta assistenza in centri riabilitativi a media assistenza». Ma cosa sono i centri in questione? «Sono comunità terapeutiche dove, grazie alla presenza di personale altamente qualificato, si disegna per ciascun paziente un percorso di reinserimento; i Cra sono presidi sanitari di tipo non ospedaliero dove l'ospite deve seguire un progetto terapeutico riabilitativo. Accolgono pazienti affetti da patologie psichiatriche gravi e molto gravi. I centri riabilitativi ad alta assistenza, un concreto superamento della struttura manicomiale, sono un modello da mantenere, da rafforzare: il rispetto per il paziente è garantito, cosi come verificabile è il controllo di qualità sul servizio erogato. Il passaggio dai centri riabilitativi ad alta assistenza ai centri a media assistenza, su cui l'Asl sta facendo delle verifiche, hanno infatti dato l'incarico di studiare la trasformzione a un professionista, secondo noi produrrà un impoverimento del servizio ai danni di pazienti, quelli psichici, particolarmente deboli». Negrini spiega nel dettaglio cosa potrebbe succedere: «Il passaggio dal Cra al Crm implicherà una minore progettualità sul paziente e una minore qualità complessiva. Un esempio: nel Cra sono previsti, nelle 24 ore, due operatori di cui un infermiere contro un solo operatore socio sanitario e un infermiere dalle 8 alle 20 nel Crm. Più in generale c'è una riduzione del numero di educatori e una minore presenza oraria degli psichiatri. Non cambierebbe nulla negli orari del centro, ma cambierebbe la qualità dei servizi offerti ai pazienti. Noi della Cgil siamo dell'avviso che questo settore non possa sopportare una riduzione dei costi: ci troviamo dinanzi a pazienti particolarmente fragili, cui i servizi vanno almeno mantenuti e non certo ridotti. Ma stando alle informazioni in nostro possesso l'Asl sta studiano un piano per abbassare le rette trasformando i Cra in Crm».

Pier Angelo Vincenzi