«Dal nuovo nome soltanto vantaggi»
RIVANAZZANO. Il referendum per mutare il nome della località alle porte della Valle Staffora in «Rivanazzano Terme» piace ai residenti, almeno a osservare il folto pubblico che ha partecipato all'incontro organizzato nel teatro comunale dal tema: «Da Rivanazzano a Rivanazzano Terme: strategie di sviluppo per un rilancio territoriale». Al centro del dibattito le ragioni del referendum cui i rivanazzanesi sono chiamati domenica 29 marzo. Al tavolo dei relatori il sindaco Romano Ferrari, che ha chiarito i vantaggi che l'aggiunta di «Terme» porterebbe al paese in termini di sviluppo turistico ed economico.
«Le amministrazioni cambiano, ma l'opportunità che oggi si presenta a Rivanazzano non tornerà tanto facilmente». Un appello alla minoranza consiliare affinché non ostacoli «un progetto che permetterà al paese di diventare competitivo rispetto ad altri centri vicini che già da tempo promuovono la vocazione termale del territorio». «Il comune non dovrà sostenere alcuna spesa perché il referendum è completamente finanziato dalla Regione. Non si dovranno cambiare i documenti e per modificare la ragione sociale dei commercianti basterà una comunicazione alla Camera di commercio da parte del Municipio». A tranquillizzare in questo senso i presenti anche l'intervento di Piero Mossi, presidente dell'ente camerale. La parola è poi passata a Renata Crotti, assessore provinciale al turismo e alle attività termali che ha sottolineato l'urgenza di «creare una sinergia fra gli operatori termali se davvero si vuole dare la meritata riconoscibilità a una delle migliori risorse del territorio». Giorgio Matto, amministratore unico delle terme di Rivanazzano, ha spiegato le peculiarità delle acque termali che sgorgano dalle fonti della località. Il manager non nasconde la grande chance data dal referendum: «Non mancano i progetti per fare delle Terme di Rivanazzano un punto di riferimento per ogni componente della famiglia. Mi auguro che si possa concretizzare quanto prima l'idea di fare del paese un vero e proprio 'borgo del benessere" con evidenti ricadute positive sull'economia della zona». Presenti al dibattito anche i rappresentanti di Federterme, associazione nazionale delle oltre 350 aziende termali in Italia. Il direttore Aurelio Crudeli ha spiegato: «La politica che anima l'associazione è cercare di valorizzare la qualità: cosi come siamo determinati nel privare della denominazione 'Terme" coloro che se ne sono appropriati in modo illegittimo, magari puntando sulla presenza di un centro benessere, crediamo sia davvero irragionevole non attribuire tale dicitura a chi invece possiede fonti termali di grande valore». Ha concluso la serata Costanzo Jannotti Pecci, presidente della federazione: «L'aggettivo 'termale" vuole essere un identificativo dei luoghi, delle loro risorse e dei benefici per la salute attesi dalle cure e dai trattamenti con le acque termali. Per questo motivo molte località vogliono con diritto essere identificate da questa parola: io stesso, come imprenditore termale, vengo da Telese Terme, un comune della Campania interna, che a seguito del referendum del 1991 ha conseguito l'attuale denominazione». «Mi auguro - ha concluso Pecci - che Rivanazzano voglia partecipare con il rinnovato nome alle celebrazioni per il 90º della nostra Federazione».
Federica Calizzano