Licenze liberalizzate, rivoluzione al bar

VOGHERA. Niente più licenze 'numerate": per aprire un bar o un locale a Voghera basterà trovarsi un locale, mettersi in regola con l'Asl e comunicarlo al Comune. La giunta forza i tempi e approva il nuovo regolamento dei pubblici esercizi che arriverà in consiglio comunale entro fine mese. «E' la legge ad imporre la liberalizzazione delle licenze», spiega l'assessore al commercio. «E' il colpo di grazia ad un settore già in crisi», attaccano le associazioni dei commercianti. La liberalizzazione, in ogni caso, è una rivoluzione del settore e tra i titolari di locali il timore più diffuso è che il via libera a nuove aperture faccia crollare i prezzi dei locali esistenti e salire alle stelle gli affitti. L'unico 'argine" che il Comune ha posto per evitare aperture indiscriminate è legato alla viabilità: in centro si potranno aprire nuovi locali a patto di mettere a disposizione dei clienti un certo numero di posteggi privati. Nessun limite in periferia.
Rilevare un bar ben avviato nel centro storico, fino ad ora, poteva costare anche più di 200mila euro. Ma cosa succederà con la liberalizzazione? Con le licenze contingentate l'unico modo di avviare una attività era rilevarne una esistente, ora il rischio è che il valore delle licenze crolli. E' questo è il timore principale degli esercenti che hanno pagato a caro prezzo il cosiddetto 'avviamento" e rischiano di non rientrare nelle spese al momento di rivendere il locale. Va detto che la licenza in se stessa non è mai stata commerciabile: è un dato di fatto, tuttavia, che il prezzo di un locale lo fa il fatturato dimostrabile: liberalizzare l'apertura di nuovi locali rischia di mandare in tilt il sistema. «Il regolamento che prevede un numero massimo di licenze per pubblici esercizi in ogni zona della città non si può più mantenere - allarga le braccia l'assessore al commercio Gigi Fronti -. La legge regionale prevede l'adeguamento da parte dei Comuni affinchè si prescinda dai criteri numerici per la concessione di licenze di pubblico esercizio». Vuol dire che si va verso una totale liberalizzazione? «In linea teorica si - risponde Fronti - Probabilmente è un passo sbagliato perchè si andrebbe a sovraccaricare il centro di pubblici esercizi con l'occupazione dei posteggi diponibili da parte dei clienti». E qui si inserisce una sorta di 'contromossa" della giunta. «La bozza che dovrà essere approvata dal consiglio - spiega l'assessore - prevede che chi apre un nuovo locale in centro debba farsi carico dei posteggi». Nel dettaglio: nel centro storico tutte le nuove aperture di pubblici esercizi saranno vincolate alla disponibilità di posteggi privati (almeno 4) da mettere a disposizione dei clienti. Non saranno richiesti posteggi per i trasferimenti di locali da centro a centro, a meno che la superficie dell'esercizio aumenti oltre il 50 per cento. In semiperiferia non sono richesti posteggi per le nuove aperture fino a superficie di esercizio entro i 100 metri quadri. In periferia le aperture sono del tutto liberalizzate.