«Denunciate le violenze ai consultori familiari»

PAVIA. «C'è chi subisce violenza e non lo racconta, non ne ha la forza. Si vergogna, ha paura. Noi invitiamo le donne, soprattutto le ragazze, a venire nei consultori familiari. Può essere il luogo giusto per affrontare il problema, per essere seguiti da un'èquipe di medici ma anche di psicologi e assistenti sociali». Alla vigilia dell'8 Marzo il direttore generale dell'Asl, Simona Mariani, parla alle donne. Perché, spiega, queste cose accadono, anche a Pavia. Storie che non maturano solo nelle pieghe della solitudine e dell'emarginazione. Donne maltrattate, ragazze che non denunciano il loro aggressore. Si presentano al Pronto Soccorso e preferiscono raccontare ai medici di essere cadute dalle scale, di aver urtato un mobile, di non capire il perchè di un malessere.
Trovano scuse, i medici glielo leggono in volto, ma le donne tengono spesso il loro pesante segreto.
«Il problema degli stupri e delle aggressioni sembra essere drammaticamente in aumento - riflette Simona Mariani -. La donna ha sempre delle remore a raccontare di esserne stata vittima di una violenza. E' frenata dal dirlo al proprio medico che la conosce, magari conosce anche i genitori, il marito, la famiglia. Invece il consultorio offre la struttura protetta di cui ha bisogno. Ci sono tutte le figure professionali necessarie, dal ginecologo allo psicologo per offrire un aiuto non solo sanitario. Purtroppo i casi, dalla pedofilia alla violenza, sono più frequenti di quanto non si pensi e gli operatori sono ben preparati ad affrontarli».
«C'è rispetto della privacy, non serve l'impegnativa del medico e l'accesso agli ambulatori è libero - aggiunge Giancarlo Iannello, direttore sociale dell'Asl pavese -. Inoltre sul territorio sono distribuiti ben quindici consultori, più tre privati. Si può anche scegliere di non andare in quello vicino a casa, dove magari si teme di incontrare facce conosciute. L'importante però è parlarne».
Solo nel pavese i consultori pubblici sono 5: a Pavia, in viale Indipendenza, Cava Manara (piazza V. Emanuele), Certosa (viale Partigiani 53), Corteolona via dei Longobardi 3), Vidigulfo (via Marconi 20). E per informazioni su qusto distretto è anche possibile telefonare al numero 0382-432487.
«Parlarne subito e trovare qualcuno che tenda la mano per un aiuto significa anche non scegliere la strada sbagliata - dice Simona Mariani -. C'è chi, dopo essere stata vittima di un fatto grave, si chiude in se stessa o si lascia andare, frequenta compagnie sbagliate, sprofonda lentamente nel baratro. Non a caso noi incrociamo le èquipe del consultorio familiare con quelle del Serd, il servizio dipendenze. Perché spesso il disagio si incrocia».