Juve opaca, sono tanti i dubbi di Ranieri I granata punteranno sul contropiede
TORINO. Al derby la Juventus tiene moltissimo. Lo dice Jean Claude Blanc e non potrebbe che essere cosi visto che per i bianconeri questi sono i dieci giorni più importanti della stagione. Sull'altro fronte il Torino dice di non aver timori «La nostra velocità - dice il granata Abate - può mettere in crisi la Juve. Speriamo che non ci siano problemi con gli arbitri».
Ranieri si consola con la prestazione del primo tempo a Roma, nella semifinale di Coppa Italia persa con la Lazio (2-1), ma deve preoccuparsi per il calo della seconda frazione e per gli infortunati. Solo Sissoko sente riaffiorare a tratti il dolore al piede contuso, ma sabato (ore 20.30) ci sarà. Legrottaglie è squalificato e Camoranesi out, ma cominciano a rivedersi alcuni giocatori assenti da tempo come Zebina, Knezevic e Salihamidzic. Ma non possono ancora rientrare nel turn over bianconero. I ballottaggi rimangono i soliti: Amauri-Trezeguet in attacco, con il brasiliano che ha confermato a Roma il momento di appannamento, Tiago, Marchisio o Poulsen a centrocampo, con il secondo favorito, mentre il portoghese potrebbe essere adatto a dirigere il gioco con il Chelsea, Nedved oppure Giovinco, con la freschezza unico elemento di vantaggio per l'italiano. Marchionni avrebbe bisogno di rifiatare, ma Salihamidzic, che può giocare anche esterno destro, non ha i 90 minuti nelle gambe. In difesa, scontata la coppia centrale Chiellini-Mellberg, Grygera e Molinaro avrebbero bisogno di ossigeno, ma le alternative non ci sono, con De Ceglie out e Zebina e Salihamidzic buoni solo per alcuni spezzoni. Come alternativa ai centrali, offre più garanzie Ariaudo di Knezevic.
In casa granata Ignazio Abate vuole dare una gioia ai tifosi: «Ma se lo vinciamo e poi retrocediamo non sarà servita a nulla. Non dobbiamo dimenticarci mai che il nostro obiettivo è la salvezza». Il che fa pensare che il Torino si accontenterebbe del pari. «La Juve ha qualcosa più di noi, ma non abbiamo timori», dice Abate, tornato dopo una lunga assenza per infortunio. Il suo ritorno alla forma migliore sembra mettere in discussione addirittura l'uomo considerato finora il più funambolico del Toro, Rosina, che non ha quasi mai tenuto fede alle promesse e raramente si è dimostrato decisivo. Novellino sta meditando un Toro con entrambi insieme, Abate e Rosina e una sola punta centrale. La strategia è semplice: contenere la Juve e ripartire con folate improvvise.