Matrimoni civili cari per i non residenti
BINASCO.I matrimoni civili sono in aumento tanto quanto le tariffe. Se infatti i dati nazionali forniti dall'Istat dichiarano che le unioni con rito civile sfiorano o superano di poco il 50 per cento in Trentino Alto Adige, Friuli e Liguria, mentre si attestano al 40 per cento in Lombardia, Veneto e Piemonte (solo nel sud sono solo il 20 per cento del totale dei matrimoni celebrati), altrettanto vero è che molti comuni 'giocano" ad 'incrementare" gli affitti dei locali dove gli sposi scelgono di promettersi amore eterno.
A non fare eccezione l'amministrazione di Binasco che proprio nei giorni scorsi ha scelto di aumentare la tariffa per la celebrazione di matrimoni civili.
E questo solo se la coppia non è residente nel Comune. Pronunciare il fatidico «si» tra le mura di un antico Castello ha insomma il suo prezzo.
E che prezzo: dal prossimo primo settembre i non residenti che vorranno sposarsi a Binasco spenderanno ben 250 euro per l'affitto della sala, mentre per gli abitanti la quota rimane fissa a 50 euro.
L'incremento per gli innamorati 'forestieri" è pari a 70 euro, attualmente l'affitto del locale è infatti di 180 euro. Non ci resta che ricordare che il castello visconteo, edificato nel 1300 a protezione di Milano ed oggi sede degli uffici comunali, fu teatro di una tragedia che vide coinvolti Filippo Maria Visconti e Beatrice Tenda, sua sposa in seconde nozze.
La leggenda narra che il Visconti dopo averla sposata la accusò di adulterio la imprigionò con il presunto amante nei sotterranei.
La giovane fu decapitata nel cortile del castello nella notte del 13 settembre del 1418.
Marina Rosti