«Un licenziamento illegittimo»

GARLASCO.Il giudice del lavoro del tribunale di Pavia gli ha dato ragione: licenziamento illegittimo. Agostino Collarini, 62 anni, ex segretario di zona dell'Unione agricoltori di Mede, ha vinto sull'Unione di Pavia per una vicenda emersa due anni fa, quando dal capoluogo gli venne inviata la raccomandata di licenziamento in tronco «per giusta causa», dopo oltre 36 anni di servizio. Oggi, a tempesta passata, Collarini dice di voler raccontare la propria storia per «lanciare un messaggio agli associati: mi piacerebbe che sapessero come sono andate davvero le cose». Residente con la famiglia alle porte di Garlasco, alla frazione San Biagio, in via Borgo Aurelio, l'ex dipendente dell'Unione agricoltori tira finalmente un sospiro di sollievo. Non senza amarezza, però. «E' stato un peccato finire un rapporto di lavoro nell'aula di un tribunale, io stesso ci ho rimesso in salute e serenità - spiega -, ma non potevo permettere che la serietà con cui ho sempre lavorato potesse essere messa in discussione in questo modo». L'interruzione improvvisa del rapporto di lavoro fu la diretta conseguenza di un provvedimento disciplinare. «Mi accusarono di svolgere una seconda attività professionale - si sofferma Collarini tra le carte che descrivono le fasi della sua storia, tutte conservate con cura -, sapevano benissimo che in realtà mi limitavo a dare una mano a parenti e amici per compilare il 730». Da qui la lettera di licenziamento. Era il 4 maggio 2006. «E dire che tre mesi prima avevamo pattuito con atto transattivo una buonuscita: mi avvicinavo alla pensione, quello fu il nostro accordo. Dunque? Cosa è successo? Perché di punto in bianco sono saltati i patti e mi hanno buttato fuori nella maniera peggiore che una persona, non dico un lavoratore, possa subire? Di colpo non ho più riconosciuto in quella realtà l'Unione agricoltori dove ero entrato nel 1971, sintesi della storia e dell'identità di una categoria di cui mi sono sempre sentito parte, con orgoglio». La soddisfazione più grande dall'inizio della vicenda Collarini l'ha avuta con la sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Pavia che impone all'Unione agricoltori di riassumerlo o corrispondergli dieci mensilità maggiorate degli interessi e delle spese giudiziarie. «Non torno indietro nonostante il mio lavoro l'abbia sempre amato e fatto con passione - precisa incupendosi -. Il capitolo è chiuso, ora mi dedico ai nipoti».
Simona Bombonato