E' pronta la contromossa dei Poggi
GARLASCO. La contromossa dei Poggi al maxi dossier della difesa, presentato prima dell'udienza preliminare iniziata il 24 febbraio. Il loro legale, Gianluigi Tizzoni, sta valutando se presentare una nuova relazione tecnica della parte civile (i famigliari della vittima Chiara Poggi, appunto) alla prossima convocazione in tribunale, sabato 7 marzo. Il nuovo documento, in accordo con l'accusa, dovrebbe ribadire su quali elementi si può basare la colpevolezza di Alberto Stasi, 25 anni. E' accusato di aver ucciso, il 13 agosto 2007, quella che all'epoca era da quattro anni la sua fidanzata.
Il nuovo documento andrebbe a contestare in particolare, con le argomentazioni del perito dei Poggi Marzio Capra, quanto dicono i periti della difesa - il medico legale Francesco Avato e il genetista Matteo Fabbri - nella relazione di 103 pagine (consuntivo di relazioni precedenti), mandata il 24 febbraio al gup Vitelli. La difesa sostiene che sono ininfluenti le tracce di Dna di Chiara, trasferite dalla mano di Alberto su un dispenser di sapone liquido, nel bagno a piano terra dove ci sono orme insanguinate del killer sul tappetino. «I contatti papillari (impronte delle dita) sul dispenser testimoniano solo l'uso del bagno da parte di una persona che frequentano abitualmente la casa», scrive Avato. Il perito dei Poggi sottolinea invece che il Dna di Chiara potrebbe derivare da sangue o materia cerebrale della vittima, uccisa sfondandole il cranio. Altro punto su cui si concentra il perito dei Poggi: la bici sequestrata ad Alberto una settimana dopo il delitto è perfettamente pulita. Tranne due micro-tracce di sangue di Chiara - definite 'residui organici diluiti dal lavaggio" - trovate all'interno dei pedali, già analizzati con lo stesso esito dai Ris. In pratica, qualcuno avrebbe lavato con cura la bici, non riuscendo a a pulirla del tutto. Altro punto nodale, su cui si dovrebbe soffermare la contro-relazione della parte lesa, sono le scarpe pulite di Alberto. Fatto altamente sospetto, sia secondo i Ris e il perito dei Poggi: i pavimenti erano talmente chiazzati di sangue che non può non essersi sporcato le suole, se davvero è entrato a villa Poggi trovando Chiara già morta. Secondo l'accusa, ha invece finto di entrarci alle 14 del 13 agosto. Ma è entrato la mattina a ucciderla, indossando un altro paio di scarpe.