Ricorso Confapi, niente nomine
PAVIA. Commercianti, industriali e artigiani avevano fatto di tutto per arrivare al più presto alla nomina dei nuovi organismi della Camera di commercio. Si erano «apparentati» superando vecchie ruggini, avevano anche ingoiato alcune decisioni un po' indigeste della Regione, come i posti in consiglio riservati a Confesercenti e Compagnia delle opere. Si parlava già dell'accordo sul nome dell'ex parlamentare e imprenditore agricolo Giacomo De Ghislanzoni. Ma non avevano considerato l'orgoglio della Confapi, l'organizzazione delle piccole e medie imprese. E soprattutto i vertici delle associazioni delle categorie economiche non avevano pensato che proprio in provincia di Pavia, a Tromello, ha sede la Edilfond di Paolo Galassi, presidente nazionale di Confapi.
Ora le cose si mettono male per tutti, perché l'attività della Camera di commercio al servizio delle 50mila imprese pavesi rischia il blocco.
A lanciare l'allarme è il presidente dell'Unione industriali Piero Bellani: «Questo ricorso annunciato da Confapi ci bloccherà almeno per sei mesi, forse addiruttura per un anno. Per noi industriali è motivo di grande preoccupazione, perché subirà conseguenze gravi tutta l'attività economica della nostra provincia. E' chiaro che chi ha fatto ricorso aveva tutti i diritti di presentarlo. Voglio però far notare che Confindustria rappresenta il 90, forse 95 per cento della piccola e media impresa italiana, quindi non capisco cosa possano pretendere. I numeri che abbiamo fornito noi alla Regione per l'assegnazione dei posti in consiglio sono perfetti, quindi siamo molto tranquilli».
Molto preoccupato è Aldo Poli, presidente di Ascom e gran tessitore del super «apparentamento» tra le principali categoria. «I tempi si allungano - dice -. Confapi può avere torto o ragione, ma tutte le forze produttive della provincia ora alzeranno le barricate. Noi abbiamo bisogno che la Camera di commercio funzioni».
Poli parla dei tempi del ricorso: «Per sei mesi gli attuali organismi potranno andare avanti in regime di prorogatio, poi sarà nominato un commissario, probabilmente nella persona di un funzionario di Unioncamere».
Le associazioni delle categorie produttive ora stanno alla finestra.
Mercoledi Confapi ha inviato il ricorso alla Regione, che quasi certamente confermerà le indicazioni sulla rappresentanza delle categorie nel futuro consiglio. A quel punto Confapi presenterà un ricorso al Tar.
Ieri gli uffici milanesi rinviavano alle decisioni dell'ufficio legale dell'organizzazione, che è a Roma. «Noi vogliamo il riconoscimento di un nostro diritto - spiegavano a Milano - che è quello di poter rappresentare i nostri associati. Il ricorso è finalizzato esclusivamente al raggiungimento di questo obiettivo».