«Me l'aspettavo, ma io ho agito nella legalità»

UDINE. Se l'aspettava Beppino Englaro. «Mi sono mosso sempre nella legalità e perciò sono tranquillo. L'atto della procura di Udine, tuttavia, me lo aspettavo», dice il papà di Eluana. Si prima o poi doveva accadere che qualcuno lo denunciasse. Prima o poi sarebbe arrivato il momento di veder finire il suo nome nel registro degli indagati perché, come lui stesso ha sempre detto, ha «liberato Eluana».
E per la determinazione e l'ostinazione con cui ha portato avanti la sua battaglia «di legalità», ha fatto «rispettare la volontà» di sua figlia: quella di poter «scegliere la morte». Di atto atteso, «che ci permette di svolgere le nostre attività difensive in contraddittorio», parla Giuseppe Campeis, legale della famiglia Englaro. Ha commentato cosi l'iniziativa della procura della Repubblica di Udine che ha iscritto nel registro degli indagati 14 persone per l'ipotesi di reato di omicidio volontario aggravato. «Era un atto atteso - ha aggiunto il legale - solo che, forse, doveva giungere il giorno stesso della morte della donna. Per noi non cambia nulla ora avremo modo di chiarire tutto in contraddittorio. Anzi posso dire che in fondo era un atto atteso».
Secondo l'avvocato udinese, tuttavia, la Procura della Repubblica di Udine non ha ancora risolto il dubbio «se quanto avvenuto alla Quiete sia stato legittimo oppure no. Per questo che il Procuratore sta lavorando su due fronti».
Stessa linea per Vittorio Angiolini, il costituzionalista che assiste Englaro: «Non ci sorprende che la procura di Udine abbia aperto un'inchiesta per omicidio. Noi comunque siamo tranquilli perchè tutto è stato fatto in perfetta regola - dice il professore - l'iniziativa della magistratura di Udine non ha un particolare significato in quanto ha avviato un'indagine in seguito a un esposto. Ovviamente ci difenderemo».
Il legale di Englaro ha inoltre osservato: «Ragionevolmente» l'iniziativa giudiziaria potrebbe avere qualche sviluppo semmai dopo il deposito delle perizie autoptiche disposte dopo la morte di Eluana avvenuta lo scorso 9 febbraio». «Bene fa la procura a indagare su Beppino Englaro - dice Paola Binetti, senatrice Pd teodem - tuttavia in questo momento è un uomo che va lasciato in pace per il dolore che ha subito». Pienamente d'accordo con la magistratura si è detta anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini. «Naturalmente la mia è una opinione strettamente personale», ha aggiunto.