Ora serve il confronto
ROMA.«Il problema della regolamentazione degli scioperi esiste». Tiziano Treu (foto), senatore del Pd, ex ministro e ora presidente della commissione Lavoro a Palazzo Madama, non usa mezze parole e spiega: «Non ci possono essere sindacatini che, con un semplice annuncio, mettono in ginocchio il sistema ferroviario, o quello aereo. O quello dei trasporti nei centri urbani, nelle grandi città».
Perchè il governo ha una gran fretta?
«Questo non me lo spiego, non c'è motivo di essere tanto precipitosi e approvare una legge delega in fretta e furia, anche se il problema esiste e riguarda da vicino la tutela degli utenti e dei cittadini. Comunque il ministro Sacconi ha aperto la porta ai sindacati, ha detto che certi temi saranno oggetto di discussione. Dunque, si parleranno...».
Sacconi ha parlato dello sciopero virtuale. Uno può andare al lavoro e, per scioperare, ci si mette una fascia al braccio. Funzionerà?
«Quando io ero ministro del Lavoro ci sono stati scioperi simili. Succede che una quota del salario di quel giorno di sciopero viene versata a un fondo di solidarietà. Lo stesso deve fare l'azienda per il numero di ore di sciopero. In questo modo si crea un danno al datore di lavoro ma non ai cittadini utenti. E' una prassi applicata in altri Paesi».
La Cgil contesta la regola sullo 'sciopero preventivo" perchè si rende lo sciopero praticamente inutile.
«Anche questo aspetto, per ora, viene lasciato alla contrattazione fra le parti. Io spero che si possano incontrare e possano trovare un accordo. E' importante che la Cgil sia coinvolta. E' un grande sindacato, rappresenta milioni di lavoratori».
C'era davvero questa necessità di regolamentare gli scioperi?
«Si, c'era. La stessa Commissione di garanzia ha spiegato che, nel 2008, ci sono stati duemila annunci di sciopero. Bastano gli annunci per creare disagio, perchè se sai che scioperano aerei o treni, non ti puoi mettere in viaggio. E, a volte, sono scioperi proclamati da sindacati che hanno poca rappresentanza, però provocano un disagio enorme. E provocano danni all'economia del Paese perchè quando fermano i trasporti, il meccanismo si inceppa».
La Cgil contesta anche la soglia del 20% per confermare uno sciopero.
«Al momento la norma prevede che, se i sindacati non raggiungono il 20% in quel settore, per proclamare lo sciopero devono prima indire un referendum fra i lavoratori. Credo che anche su questo aspetto, tutti i sindacati, ma soprattutto la Cgil e il governo, si potranno parlare. Molte norme del disegno di legge rinviano alla contrattazione, quindi un confronto fra le parti ci sarà. Parlando, gli accordi si possono trovare. Ripeto, una regolamentazione è necessaria anche se il metodo della legge delega mi sembra sinceramente forzato». G.F.