I misteri di S. Pietro in Ciel d'Oro
PAVIA. Cosa si nasconde sotto la basilica di San Pietro in Ciel d'Oro? Come appariva ai tempi dei longobardi? E il 'ciel d'oro" del nome, cos'era? Sono ancora tanti gli interrogativi irrisolti sul complesso monastico e conventuale di S. Pietro in Ciel d'Oro nel periodo che va dalla sua fondazione longobarda al romanico. Di questo si parlerà nel convegno che si inaugura domani mattina alle 9.30 nella sacrestia della chiesa d'Oro organizzato dal Comitato Pavia Città di Sant'Agostino.
Ma per risolvere il giallo della cassettina di cipresso ritrovata in una camera segreta dell'arca di sant'Agostino bisognerà aspettare il 2011.
Anche se padre Giustino anticipa che potrebbero esserci 'sorprese". La cassettina di legno dipinto di celeste era stata scoperta l'11 aprile 2007, pochi giorni prima dell'arrivo del papa, dai tre elettricisti che stavano installando il nuovo impianto di illuminazione.
Remo Zecchini, Nicola De Gou, Maurizio Piacenti trovarono un vuoto sul lato destro nel tentativo di far passare i fili elettrici dentro l'arca. Sotto la lapide che narra dell'arrivo a Pavia dalla Sardegna della salma del santo, c'era una grata, e sotto, una camera segreta con la cassettina.
Cosa nasconderà? Mistero. E' ancora sigillata. E pesante, ed è stata rimessa al suo posto, sotto il corpo del santo.
Per non far la fine dei primi archeologi nelle piramidi, sotto il cui respiro ogni reperto si tramutava in polvere, gli agostiniani, il vescovo e la soprintendenza hanno deciso di lasciarla chiusa fino a che non si troverà il modo di essere sicuri di non danneggiare il contenuto, aprendolo.
Padre Giustino ha cercato trovare riferimenti alla cassettina nell'opera in cinque volumi di Majocchi e Casacca, che contiene gli atti relativi a basilica e convento da Liutprando al 1900, e spiega: «La prima traccia della cassetta risale al 1696, l'anno dopo la scoperta della tomba di sant'Agostino, rimasta sepolta per secoli, ed è stata fatta per contenere alcune cose legate al ritrovamento dell'anno precedente».
Gli scritti? Reliquie? Un tesoro? Il comitato sta decidendo a chi affidare lo studio della cassetta. E già si parla di un possibile coinvolgimento dei Ris dei carabinieri di Parma.
Anna Ghezzi