I palestinesi verso un governo unitario

IL CAIRO. In Medio Oriente prova a rimettersi in moto la macchina della pace. Il ministro degli Esteri egiziano, Abul Gheit, ha confermato una riunione del Quartetto dei mediatori (Onu, Ue, Russia e Usa) a margine della Conferenza di Sharm-el-Sheikh che è in programma lunedi.
Al centro dell'incontro la situazione umanitaria a Gaza e i negoziati per una tregua di 18 mesi tra Israele e Hamas. Nella regione è intanto arrivato l'inviato Usa, George Mitchell e la prossima settimana ci saràanche Hillary Clinton. Alla conferenza di Sharm sono attese le delegazioni di 70 Paesi (per l'Italia Berlusconi e Frattini) per discutere della ricostruzione di Gaza dopo l'offensiva israeliana, ma anche per valutare le prospettive per far ripartire il processo di pace. Un segnale positivo arriva dal Cairo, dove si sono riuniti i rappresentanti di Hamas, Fatah e di una decina di altri gruppi palestinesi, con la mediazione egiziana. E dal Cairo è arrivata la notizia che i palestinesi si sono accordati per formare un governo di unità nazionale entro marzo. L'accordo dovrebbe portare a un governo riconosciuto dalla comunità internazionale e mettere fine a 18 mesi di separazione tra la Cisgiordania, guidata dal presidente Abu Mazen (nella foto), e la Striscia di Gaza, da dove Hamas ha cacciato i rappresentanti dell'Anp. Uno dei partecipanti, Wasel Abu Yusef, ha definito l'incontro «molto positivo» perchè si è riconosciuta «la necessità di porre fine alle divisioni attuali per far fronte alle sfide». Nel corso della riunione si è deciso di creare cinque commissioni, i cui obiettivi erano stati delineati in apertura della riunione dal capo dei servizi segreti egiziani, Omar Suleiman. Una commissione servirà proprio alla formazione di un governo di unità nazionale, un'altra preparererà le prossime elezioni politiche e presidenziali in tutti i Territori (ancora senza data), un'altra studierà la ristrutturazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Le due ultime saranno dedicate ad analizzare la situazione delle forze di sicurezza in Cisgiordania e a Gaza, e a studiare gli aspetti legati alla riconciliazione palestinese.