Telefonini, non c'è aria di crisi

PAVIA. Nel primo bimestre 2009 calano di poco le vendite dei cellulari ma non il numero di telefoni in uscita dai negozi di telefonia mobile: tutto merito delle tariffe che stanno esplodendo in questi mesi e che propongono l'abbinamento con cellulari in comodato d'uso gratuito. Si abbandonano quindi sempre più le carte prepagate e, dopo il nomadismo esasperato degli anni scorsi alla ricerca della tariffa più conveniente, i clienti pavesi sono sempre più disposti a legarsi ad un piano tariffario per due anni per avere un cellulare ultimo modello. Nonostante le previsioni di flessione nel mercato della telefonia mobile, nella nostra provincia la crisi sembra ancora lontana. Rimane comunque costante la domanda di telefoni cellulari di alto livello, dai 400 euro in su, mentre la fascia media è quella che fino a oggi ha più sofferto la crisi.
«Si vende lo stesso numero di pezzi dell'anno scorso nello stesso periodo, ma se prima il cliente medio spendeva per un telefonino 200 euro, ora ne sceglie uno da 100» spiega Andrea Clenzi, rivenditore Tim. D'altronde i prezzi sono crollati: «Ora con 129 euro si compra un cellulare con tecnologia Umts per navigare in Internet, l'anno scorso la stessa tecnologia si pagava il 50% in più». E se le prepagate - ovvero le schede sim che si ricaricano acquistando l'apposita «ricarica» - continuano a essere le più diffuse, crescono gli abbonamenti, soprattutto nelle formule tutto compreso attivabili anche sulla ricaricabile che, per una quota fissa al mese scaricata dalla carta di credito o dal conto in banca, garantiscono un tot di prestazioni su telefonate, messaggi, internet, mms. «Sta tornando di moda l'abbonamento perchè le persone sono attratte dal telefonino in comodato d'uso gratuito e perchè le tariffe sono effettivamente più basse» prosegue Patrizia Draghi.
Le formule più richieste per chiamare? Quelle da trenta o sessanta euro, i tagli più piccoli spopolano tra i ragazzini: «Cosi i genitori tengono sott'occhio la spesa» spiega Draghi. Chi cambiava il cellulare ad ogni ultimo modello continua a farlo, a riprova che la crisi non colpisce tutti allo stesso modo: lo afferma Cinzia Colombani di Vodafone in Strada Nuova. Anche qui trionfano le formule «abbonamento tutto compreso-più-cellulare», e se in tanti scelgono un abbonamento tutto compreso più costoso per avere il Blackberry come Obama, tra i più giovani trionfa la formula da 25 euro con la possibilità di migrare alla fascia successiva. «Se prima le prepagate costituivano il 90% del totale delle attivazioni, ora sono scese al 60% grazie alle nuove formule», spiega Diego Ripanto, che conferma che l'interesse principale è per il telefono, e non per la promozione. E la penale per recedere prima dal contratto biennale che in genere dà diritto al comodato d'uso del telefono non fa più paura. Lo spiega Debora Marazzi di Tre: «La nuova prospettiva della telefonia mobile è il lungo periodo: i clienti stanno attenti a non spendere e si convincono a tenere per due anni lo stesso cellulare, la stessa compagnia telefonica, la stessa tariffa». Anche perchè sfilarsi da questi contratti, costa: 350 euro per la Tre, 300 per Tim e Vodafone.
Anna Ghezzi