L'ira di Rutelli: il Pd non mi rispetta
ROMA. «Spaccatura sul testamento biologico? Siamo d'accordo 14 punti su 15 e la posizione prevalente del gruppo si è tradotta in un emendamento firmato da 8 senatori su 10». Sono passate da poco le 18, la riunione dei senatori del Pd è appena terminata e Dario Franceschini getta acqua sul fuoco, dice di rispettare «fino in fondo» la posizione di Rutelli (che prova a mettere d'accordo centrodestra e centrosinistra e presenta un emendamento che lascia al medico l'ultima parola sulla nutrizione e sull'idratazione).
Risultato: al termine di una giornata che si apre all'insegna del litigio, ll Pd fa quadrato intorno al suo neo-segretario e rinvia data da destinarsi la resa dei conti. Tutto avviene nel giorno in cui Francesco Rutelli perde la pazienza e convoca una conferenza stampa per ribadire che nel Pd tutte le posizioni devono avere «pari dignità», il capogruppo in commisione Sanità, Dorina Bianchi, conferma che non voterà l'emendamento sullo stop alla nutrizione e Paola Binetti accusa il suo partito di «legittimare il suicidio assistito».
Nello scontro sulla bioetica, che squassa i poli e alimenta un corposo fronte trasversale, si inserisce anche Beppe Pisanu (Pdl). Il presidente della commissione Antimafia prende le distanze dalla linea imposta da Berlusconi alla maggioranza e in una intervista al Tg3 sostiene che la legge voluta dal centrtodestra «è in contrasto con l'articolo 2 della Costituzione», spiega che non si può affermare «la forza dello Stato sul valore della persona» e annuncia che se la legge arriverà in Parlamento lui non la voterà. Si asterrà? La risposta è secca: «No, non voterò proprio. Mi rifiuterò di votarla. Secondo me non dovrebbe esserci nessuna legge».
Le tensioni maggiori riguardano comunque il centrosinistra e al termine della riunione con Franceschini, la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, prova a mettere la sordina ai malumori e spiega che su un tema cosi delicato non ci possono essere ordini di scuderia: «Finché sarò presidente del gruppo garantirò sempre la dignità e la libertà di espressione delle posizioni anche diverse di tutti i senatori, come è normale che accda in un grande partito».
Quel che è certo è che la situazione nel Pd non appare del tutto sotto controllo e la prima grana per Franceschini prende corpo con una burrascosa conferenza stampa. «Incavolato», «amareggiato», «arrabbiato». Sbatte i pugni sul tavolo e chiede scusa ai cronisti per lo sfogo «sincero».
Francesco Rutelli ce l'ha con il Manifesto e l'Unità, che lo dipingono come un politico «eteroguidato» e troppo sensibile alle «aspettative del Vaticano», ce l'ha con la maggioranza che dovrebbe «tenere fuori il governo» da una discussione come quella sul testamento biologico e ce l'ha anche con il Pd: «Nel Partito democratico si è stabilito che su una questione come questa debba esserci pari dignità per tutte le posizioni. Ma la pari dignità in questo momento non mi sembra effettiva».
Guai a pensare che le posizioni assunte da Rutelli sono volte a creare una scissione politica nel Partito democartico.
«Questo è intollerabile, inaccettabile, falso». Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, coglie al volo l'opportunità e spiega che quello di Rutelli è un «atto di coraggio» e aggiunge che il suo emedamento «va nella giusta direzione?» L'ex leader Dl non raccoglie la provocazione: «Non voglio essere bollato come quello che persegue una strategia di scissione o come chi obbedisce a poteri esterni alla politica ed esprime una politica eteroguidata dalla Chiesa o da questo o quel cardinale».
Resta il fatto che l'emendamento di Rutelli sul testamento biologico raccoglie il plauso di più di un esponente della maggioranza. Il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, registra concrete convergenze: «Il suo emendamento non è molto distante dal nostro e si muove nella stessa logica nella quale ci muoviamo noi». Anche Maurizio Gasparri è possibilista: «Approfondiremo senza pregiudizi la proposta Rutelli. Voglio ricordare che lui ha votato a favore di una parte della mia mozione...»