«Il governo deve intervenire subito o la ripresa sarà compromessa»
PAVIA.Gli operai registrati in Cassa Edile sono passati dai 4.200 del 1999 ai 7.400 del 2008 (+76%). Effetto di una impetuosa crescita dei volumi di investimento, ma anche dell'emersione del «nero». Nel 1999 c'erano in provincia 850 aziende regolari nel settore, diventate 1.650 nel 2008: la media degli operai occupati per impresa è passata da 4,9 a 4,4, con un rafforzamento delle imprese artigiane e di piccole dimensioni. I lavoratori immigrati dall'estero occupati in edilizia, poi, erano l'11% nel 1999 e sono diventati circa il 45% nel 2008. Cosa possiamo dedurre? «Che il forte incremento dell'incidenza del settore edile sul Pil provinciale è andata di pari passo con una frammentazione delle imprese e una diffusione incontrollata di subappalti a cascata - risponde Mario Santini, segretario Cgil -. Ora però bisogna fare i conti con la crisi economica». Il settore edile non ne rimane indenne. Sono crollate le compravendite degli appartamenti, precipitati gli investimenti pubblici, rimasti vuoti molti capannoni industriali. «E' necessario intervenire con la massima rapidità - aggiunge Santini -. Nei momenti di crisi, il 'mattone" ha sempre svolto una funzione anticiclica, è stato il perno per la ripresa. Ma la natura della crisi in atto non consente al settore di svolgere quel ruolo senza un intervento tempestivo dello Stato». Indispensabili sono una nuova programmazione di investimenti sulla viabilità locale, scelte innovative sulle aree dimesse; un nuovo Piano casa: «Ma ciò non sarebbe ancora sufficiente. Dalla crisi si può riuscire solo mettendo al centro delle strategie politiche il lavoro in termini di qualità, di reddito e di diritti», conclude Santini.