E' «divide et impera»


P oche volte, nella storia recente d'Italia, si è registrato uno stacco cosi impressionante tra la preminenza della formazione che sta al governo e la debolezza delle forze che dovrebbero svolgere il ruolo, fondamentale in una democrazia, dell'opposizione. Non è solo un divario di consensi, confermato inaspettamente anche nelle recenti elezioni in Sardegna, ma di assetti, di architettura interna di ognuno dei due schieramenti. Tanto il primo, che fa capo al premier, pare granitico e imperniato su un monolitico controllo della situazione da parte di un unico sovrano, e degli «uomini di fiducia» che lo attorniano, tanto il secondo risulta frammentato. Discorde. Caoticamente impegnato a fare e disfare.
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Giorgio Boatti