Prove di dialogo, Frattini vede il ministro Diaconescu

ROMA.Un incontro domani a Roma tra i rispettivi ministri degli Esteri, un altro nei prossimi giorni a Bruxelles tra i responsabili degli Interni: prove di dialogo tra Italia e Romania per cercare di ricucire gli strappi sorti dopo la violenza sessuale avvenuta a Roma per la quale sono accusati cittadini romeni da un lato e, dall'altro, gli atti di xenofobia commessi da italiani nei loro confronti. Episodi che hanno fatto esprimere ieri al premier romeno Emil Boc l'invito all'Italia a «non criminalizzare la comunità romena». Boc ha detto che «il contrasto alla delinquenza dev'essere comune a prescindere dall'etnia dei criminali» e ha specificato che le autorità romene sono impegnate «a offrire sicurezza ai connazionali in Italia».
In quest'ottica di collaborazione (la Romania ha inviato 15 poliziotti a Roma per lavorare a fianco dei colleghi italiani) il ministro Franco Frattini e il collega romeno Christian Diaconescu si vedranno domani alla Farnesina mentre nei prossimi giorni Roberto Maroni vedrà a Bruxelles il suo omologo romeno, Dan Nica.
Sullo sfondo però anche le recenti accuse di «istigazione alla xenofobia» lanciate al governo italiano proprio da Diaconescu e il siluro partito dal quotidiano Cotidianul destinato proprio a Maroni: sul giornale è finita venerdi la storia dell'assunzione 'al nero" di domestici romeni da parte del titolare del Viminale. Una circostanza che Maroni ha smentito, annunciando querele, ma che viene ribadita da un altro quotidiano, che tira in ballo per cose analoghe anche il leader dell'Udc Casini. Il dialogo tra i due Paesi dunque zoppica ma è comunque necessario sui temi della sicurezza, all'epoca di quella che il Partito dei Romeni in Italia chiama «romenofobia, un'isteria collettiva per cui badanti e infermiere romene perdono il posto di lavoro e anche gli operai iniziano ad avere problemi».