Ronde, dietrofront del Vaticano


ROMA.Retromarcia della Santa sede sulle ronde. Il portavoce di Benedetto XVI smentisce seccamente monsignor Agostino Marchetto, segretario del pontificio consiglio della pastorale sui migranti, che aveva giudicato l'istituzione delle ronde come «la morte del diritto». Quando la Santa Sede «intende esprimersi autorevolmente» lo fa «usando mezzi propri e consoni», come «comunicati, note e dichiarazioni», avverte padre Federico Lombardi, ricordando che «ogni altro pronunciamento non ha lo stesso valore».
Dunque dal Vaticano non è stato pronunciato nessun no alle ronde approvate dal governo, anzi. «La Santa sede, nei suoi organi rappresentativi, manifesta rispetto verso le autorità civili che nella loro legittima autonomia hanno il diritto e il dovere di provvedere al bene comune», precisa infatti Lombardi. Identico il parere di Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana. «Sui provvedimenti del governo italiano in materia di sicurezza non si può entrare nel merito perché bisognerà vedere i risultati», scrive Bagnasco sull'Osservatore romano. Il presidente della Cei aggiunge che qualunque misura venga adottata dovrà essere attuata «nel rispetto certamente delle nostre tradizioni di solidarietà ma anche del diritto e della legalità e dobbiamo essere tutti sempre vigili e attenti per non perdere quei valori fondamentali delle convivenza, della solidarietà e dell'umanesimo attento che caratterizza da sempre la nostra cultura e il nostro popolo».
A chiedere al Vaticano la precisazione sarebbe stato Silvio Berlusconi, arrabbiatissimo non solo per la parole di mons. Marchetto ma soprattutto per l'accoglienza riservata a Gianfranco Fini alla cerimonia per l'anniversario dei patti Lateranensi. Ma come? Io mi faccio in quattro, mi espongo sul caso Englaro e Fini che tutti giorni prende le distanze dalle vostre posizioni è accolto neanche fosse il figliol prodigo? Avrebbe detto il premier pretendendo la smentita.
Ma non è solo il Vaticano a interrograsi sulle ronde. Il mondo politico continua a essere spaccato con la maggioranza che difende il provvedimento del governo e l'opposizione che lo contesta duramente. «Le ronde sono utili ad evitare raid fai da te», dice il leghista Roberto Calderoli, ministro per la semplificazione del programma. E un monito a tutti lo lancia Gianfranco Fini: «Su tempi cosi delicati per la coesione sociale si dovrebbe evitare polemiche scomposte che sembrano finalizzate più a piantare una bandiera propagandistica che a risolvere un problema». «Di ennesimo spot pubblicitario» parla Antonio Di Pietro mentre Vannino Chiti, del Pd, dichiara: «Sono una vergogna. Dobbiamo impegnarci non solo in Parlamento ma in tutto il Paese e avere la forza di mobilitare le coscienza civile degli italiani su un provvedimento che va contro lo stato di diritto».

Maria Berlinguer