Effetto crisi, le aziende consumano meno energia
VOGHERA. Gli effetti della crisi si leggono nella bolletta elettrica delle grandi industrie: per il 2009 il Consorzio 'Unienergia" che raccoglie le 52 realtà pavesi che utilizzano più energia elettrica, calcola una diminuzione della richiesta energetica fra il 10 e il 15 per cento. E' l'effetto di un calo degli ordinativi attorno al 10 per cento che ha fatto schizzare a livelli record la cassa integrazione. In questo contesto, 'Voghera energia vendita", la società composta da Asm Voghera e Acea-Electrabel, è riuscita ad aumentare la quantità d'energia elettrica venduta agli industriali della provincia.
«Nel 2008 - conferma Franco Bosi delle Industrie laterizi vogheresi e presidente del consorzio Unienergia - le aziende della provincia di Pavia che aderivano al consorzio erano 50 ed hanno utilizzato 215 milioni di kilowatt ora di energia elettrica. Nel 2009 le aziende associate sono diventate 52 e il consumo stimato sarà di 220 milioni di kilowatt ora». Il consumo elettrico è in qualche modo l'indice sul quale calcolare la salute del comparto industriale: più energia consumano le aziende, più lavoro portano a termine. Il fatto che nel 2009 i consumi delle aziende associate al consorzio energetico degli industriali cresca di 5 milioni di kilowatt ora, tuttavia, non è di per sè un segnale positivo. Sono aumentate, infatti, le aziende che fanno parte del consorzio che acquista energia da 'Voghera energia vendita" e, inoltre, si sta parlando solo delle aziende che hanno un grande consumo di energia come le fornaci, le fonderie o le grandi realtà meccaniche.
«La crisi è un dato di fatto - aggiunge Bosi -. E anche se al momento non sono ancora disponibili i dati di consumo dei primi mesi del 2009, ci aspettiamo che a fine anno il consumo di energia elettrica delle aziende che fanno parte del consorzio sarà calato tra il 10 e il 15 per cento». Ma come si giustifica, in questo contesto, l'aumento di energia venduta da Asm attraverso Vev e quindi prodotta nella centrale di Torremenapace? «Facciamo parte di un grande gruppo nazionale - spiega l'amministratore delegato di Vev Sergio Bariani - per questo siamo stati in grado di presentare un'offerta al Consorzio energetico degli industriali migliore di quelle della concorrenza». Semplificando all'eccesso, un'offerta inferiore del 15 per cento rispetto al mercato: una percentuale sostanzialmente sovrapponibile alle stime di minor utilizzo di energia elettrica fatta dai gradi consumatori di elettricità della provincia di Pavia. 220 milioni di kilowatt ora utilizati in un anno, in ogni caso, sono una enorme quantità di energia elettrica: in contanti si tratta di bollette per più di 20 milioni di euro, quel che basta a vev per superare i 100 milioni di euro di fatturato. Ma si sta parlando di eletricità prodotta completamente alla centrale a metano di Torremenapace?
«Facciamo parte di un grande gruppo e possiamo competere sul mercato perchè abbiamo alle spale la produzione diretta di energia - risponde Bariani -. L'elettricità che vendiamo, quindi, è prodotta all'interno del gruppo. E' evidente, però, che la maggior parte dei nostri grandi clienti lavora in provincia di Pavia: l'elettricità viene utilizzata preferibilmente lungo canali vicini alla produzione». Un modo per dire che, anche nel 2009 che si annuncia di grande crisi, la centrale di Torremenapace ha il lavoro assicurato. «E' l'effetto di una politica lungimirante scelta quando Asm ha fatto una società con Acea-Elecrtabel per la centrale - conclude il presidente di Asm Gianpiero Rocca -. Se all'inizio degli anni Duemila non avessimo scelto questa strada, affrontndo opposizioni difficili da comprendere e non ancora superate, oggi Asm sarebbe una piccola realtà pronta ad essere spazzata via. Oggi, invece, siamo partner di una società che eroga energia alle grandi industrie del territorio e anche alle altre ex municipalizate».