«No alla militarizzazione»

MODENA. «No alla militarizzazione delle città, non è cosi che si combatte il senso di insicurezza dei cittadini. Occorre invece approfondire, rinnovare il concetto stesso di sicurezza, ovvero iniziare a capire che la sicurezza è un investimento per fare crescere il paese, non è solo una semplice spesa. Si deve arrivare ad un diffuso e percepito senso di sicurezza partecipata, una sinergia tra forze che abbia come partner lo Stato».
Il capo della Polizia Antonio Manganelli (nella foto)è stato chiaro ieri nella sua giornata modenese, quando ha partecipato al convegno organizzato dall'Università sul tema della videosorveglianza: «Soltanto con la sinergia tra le forze sane di un territorio, da quelle del volontariato a quelle istituzionali, si potranno prosciugare quelle sacche di disagio presenti sul territorio. E' questa la risposta, la risposta della legalità che vede in prima linea lo Stato come partner di queste forze e di tutte le iniziative che corrono verso la partecipazione condivisa». «E' salita tra i cittadini - ha affermato - la percezione del disagio ma non bisogna dimenticare il periodo delle grandi lotte alla mafia, al terrorismo, gli anni dei sequestri. La vera sicurezza non sta nella militarizzazione delle città ma nelle città piene di luci, nelle città che vivono. Non si vive bene se si vive impauriti».
E l'analisi di Manganelli non poteva non toccare il problema dell'immigrazione. «Abbiamo tutti saputo di quel giovane arrestato tre volte e tre volte giudicato. Ciò vuol dire che per tre volte la polizia ha fatto il suo dovere, cosi come la giustizia per tre volte ha agito secondo la legalità e non certo nell'illegalità. C'è comunque qualcosa che non va, serve una risposta certa, la giustizia non deve essere una prospettiva di castigo. Eppure la formula che caratterizza la situazione è che nel nostro paese c'è la certezza dell'incertezza della pena». «La sicurezza partecipata - ha concluso tra gli applausi Manganelli - è l'unica ricetta. Occorre fare squadra, creare un team nel quale ognuno, nel rispetto delle proprie competenze, agisca sinergicamente». (s.t.)