«Batterò anche il prossimo»
ROMA.Berlusconi non si dice preoccupato per le dimissioni di Veltroni, anzi dalle sue parole traspare soddisfazione per i guai del partito antagonista: «Ormai è un'abitudine. Sono 15 anni che sono in politica e mi sono confrontato con sette leader diversi, che sono andati a casa. Arriverà l'ottavo e credo che non vorrà tradire la regola della sinistra».
Dopo i risultati della Sardegna, il Cavaliere si sente in sella più che mai, e sorvola sul disagio che vive il centrodestra: le riserve di alcuni dei suoi, la Lega che voleva con Veltroni un dialogo per il federalismo, le velleità intorno a un tentativo di ricostruire un centrismo intorno all'Udc, con l'obiettivo, allo stato velleitario, di diluire il bipolarismo Pdl-Pd.
Fedele Confalonieri, braccio destro aziendale di Berlusconi, paragona le dimissioni di Veltroni a un cristallo che si frantuma, teme che il sistema possa scomporsi e che si possa tornare al «multipartitismo». Vede saltare il progetto di Silvio e Walter, di «creare un sistema sostanzialmente bipartitico». La Lega dice con Bossi che era meglio il congresso del Pd, da cui sarebbe uscita una guida per il partito: «Cosi è pericoloso». Dal risultato sardo esce un Berlusconi più forte, ma Bossi dice: «Non abbiamo paura di nessuno, e poi lui è un nostro alleato, va bene che sia forte».
Fini ha scherzato con Enrico Letta e Pierluigi Bersani. Ha fatto gli auguri a entrambi, considerandoli candidati alla testa del Pd: «Uno di voi due, tanto non sbaglio». Ma le cose sembrano più complicate: dipendono in gran parte dai movimenti della politica, soprattutto dell'Udc, l'interlocutore desiderato, perché il quadro rigido torni a muoversi. Casini ha rifiutato un commento a Veltroni («Non è affare che mi riguarda»), ma è curioso di capire cosa succederà oggi e domani a Todi, dove si riunisce la fondazione di Adornato, presente Enrico Letta. Che ieri ha detto: «Senza alleanza con l'Udc non andiamo da nessuna parte... Nell'unica regione in cui si è vinto, il Trentino, eravamo alleati con l'Udc». Il partito di Buttiglione, che ieri ha detto: la crisi non è solo del Pd ma del «bipolarismo all'italiana». (r.v.)