Dorno: «Più pullman, caro sindaco»
DORNO.Mentre allo scenario delle liste in corsa alle amministrative del 6-7 giugno 2009 mancano non pochi tasselli, a Dorno i cittadini aspettano i programmi. Con le idee già chiare sulle priorità del paese. La domanda è: «Cosa chiedereste al futuro sindaco?». Le lamentele fioccano «per i pochi negozi e i collegamenti carenti su Milano a mezzo bus». Tanti paragonano Dorno a un paese dormitorio, satellite di Garlasco quanto a commercio e servizi. Per la signora Giovanna, 70 anni, residente in paese da dodici, «l'offerta commerciale è scarsa e tutto sommato poco aggiornata: ci accontentiamo di restare un centro di provincia chiuso in se stesso, poco ricettivo, dove mancano le attrattive e gli stimoli». Forse, l'auspicio di Pietro, 53 anni, con «l'autostrada Broni-Mortara si creerà più dinamismo». A Dorno manca la linea ferroviaria: «Raggiungere Milano in corriera è difficile - precisa poi un altro pensionato - . In tanti la pensano come me, chi non guida non ha vita facile, possibile che non si possa fare nulla per migliorare i trasporti?». I prossimi potrebbero essere giorni decisivi per sapere se il sindaco Dina Passerini deciderà di ricandidarsi e lo stesso vale per Giovanna Cerri, attuale consigliere di minoranza ambientalista, mentre la sinistra radicale si presenterà da sola e il Pd come supporter esterno di una civica. «Tra qualche tempo cominceranno a fare promesse, ma qui serve più sicurezza - dichiara poi una sessantenne - . Alle otto di sera si ha paura ad uscire di casa, io per prima vado al supermercato in bicicletta con il terrore che mi scippino e finché non sono a casa non mi metto tranquilla». La signora Luisella pensa ai furti in abitazione messi a segno negli ultimi tempi, come la rapina alla banca popolare di Lodi di qualche settimana fa e ai tre raid falliti in centro a inizio mese, ai danni del poliambulatorio Sant'Anna, dell'oratorio e del bar Rosy. Al prossimo sindaco chiede interventi massicci e tempestivi contro la criminalità. «Il problema è questo, c'è poco da aggiungere - interviene un altro pensionato - : la gente lo vive sulla propria pelle, arrivando persino a cambiare abitudini, soprattutto la sera. Io ho smesso di fare i miei soliti quattro passi a piedi, non mi fido e se vedo facce sconosciute penso subito al peggio». (si.bo)