Una sera con l'operetta al Cagnoni di Vigevano Domani va in scena l'effervescente "Ballo al Savoy"

VIGEVANO. Le critiche dell'epoca definirono 'Ballo al Savoy" come «la grande operetta moderna dal soggetto affine ai costumi dei giorni nostri» che il pubblico accolse con favore per la sua miscela di stili musicali gradevolissimi e la sua simpatica storia. Sono gli anni di 'No, no, Nanette",, 'Al Cavallino Bianco", 'Maya": operette «a grande spettacolo» con un continuo susseguirsi di scene, cambio di costumi, quadri pittoreschi, protagonisti che si moltiplicano.
Il genere, che aveva toccato il vertice con Lehàr, stava ormai scivolando verso la decadenza. Per farlo sopravvivere, occorreva adeguarsi ai tempi nuovi in fretta, sempre più in fretta. Occorreva cambiare l'organico orchestrale, rinnovarsi con un occhio al nuovo gusto per lo spettacolo. La formula salvatrice fu cercata nell'operetta-jazz. Abraham aveva intuito che quella era l'unica strada possibile. Ecco, allora, in una Nizza tutta lusso e lustrini che si incrociano i personaggi più disparati: un'indiavolata americana, Daisy Parker, che sotto lo pseudonimo di José Pasodoble compone musica jazz, un Mustafà Bey con le sue ex-mogli, una danzatrice spagnola tutta ardore, un marchese con consorte. Tradimenti e stratagemmi, divorzi e avvocati, fino alla pace generale ed ai grandi festeggiamenti. Come? Con un ballo al Savoy, naturalmente.
Lo spartito, festoso, dinamico, spigliato, unisce ritmi swing, charleston, fox-trot, tip-tap oltre che alla tradizione operettistica ungherese o viennese, fondendo i motivi frizzanti con le melodie sentimentali. Abraham aveva visto giusto nel lontano 1932: la nuova operetta doveva strizzare l'occhio a Broadway.

BALLO AL SAVOY di Paul Abrahams, con la Compagnia di operette Corrado Abbati; regia di Corrado Abbati. Domani (ore 21) al Cagnoni di Vigevano. Biglietti da 25 a 10 euro.